L’allenatore come Leader: la Leadership democratica

L’allenatore come Leader: la Leadership democratica

L’allenatore è un Leader, certo. O almeno dovrebbe esserlo.

Tuttavia la leadership è un concetto molto più ampio di quanto si creda, richiedendo lo sviluppo di competenze tecniche, ma anche trasversali (le cosiddette social skills) ampie e particolarmente flessibili.

Abbiamo visto come il leader nel calcio possa avere funzioni di diverso tipo: tecnico, idealizzato o morale, in base alle diverse priorità che vengono attribuite agli elementi che caratterizzano le dinamiche calciatore-squadra-allenatore. Sappiamo inoltre che le varie funzioni possono assumere forme diverse in base agli stili di leadership, ovvero agli atteggiamenti e comportamenti che caratterizzano la personalità del singolo allenatore.

Se il Leader autoritario pone maggiormente l’attenzione sul compito e quindi sul risultato, adottando strategie basate sul principio del potere, il Leader democratico, che qui analizziamo brevemente, orienta le proprie energie sul Principio della Condivisione.

Il potere manifestato è pertanto focalizzato non sull’istruzione, bensì sulla partecipazione, che viene quindi applicata in funzione del ruolo di Coordinamento che l’allenatore assume su di sé.

[box] Un leader democratico, di conseguenza, cerca di massimizzare le potenzialità del gruppo andando progressivamente a valorizzare le potenzialità ed il talento del singolo in modo congruente e sinergico, ovvero attivando processi di partecipazione che siano adatti alla psicologia dei ragazzi che ha a sua disposizione.[/box]

Non è di conseguenza il gruppo che deve obbligatoriamente modellarsi sulle istruzioni fornite e sui moduli di gioco predefiniti, ma è il gruppo (giocatori +staff) che, in funzione delle prerogative generali del mister (ad esempio una significativa circolazione della palla ed un gioco offensivo) esterna e manifesta i propri pensieri e le proprie opinioni in modo da individuare democraticamente, un’idea di squadra altamente condivisa.

L’allenatore democratico, contrariamente a quello autoritario, fa un uso molto frequente del feedback, ovvero del meccanismo comunicativo basato sulla retroazione, per la quale ad azione corrisponde un “ritorno” dell’esito della stessa attraverso il dialogo con il calciatore (ad es. un allenatore potrebbe stimolare in un ragazzo la possibilità di testare nuove posizioni in campo, ricercando assiduamente dei riscontri sulle sensazioni, emozioni o difficoltà tecniche che il giovane calciatore sente di poter esternare al mister).

La leadership democratica è particolarmente utile nel caso in cui un gruppo possa manifestare segnali di pigrizia sociale, ovvero una tendenza da parte di alcuni ragazzi, anche in funzione di caratteristiche temperamentali soggettive, ad isolarsi dal gruppo e dalle sue attività, dimostrando timidezza o riservatezza.

Il coinvolgimento democratico dei ragazzi rende infatti importante e rilevante (identificabile) il contributo soggettivo del singolo calciatore, aumentando il grado di partecipazione alle attività svolte sul campo e fuori dal campo, creando solide basi per lo sviluppo di un senso di identità più coeso.

 

Dr Fabio Ciuffini, Psicologo, Consulente Area Psicologia dello Sport

 

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