Nuove frontiere nella comunicazione tra genitori

Nuove frontiere nella comunicazione tra genitori

In una società sempre più “tecnologica” non sono solo i ragazzi ad utilizzare i vari Social Network per comunicare con il mondo e manifestare i propri vissuti e le proprie emozioni. Anche gli adulti ne fanno sempre più uso, non solo come STRUMENTO DI LAVORO, di SOCIALIZZAZIONE o per fini “NOBILI“, ma anche per SEMINARE MALCONTENTO all’interno di gruppi sportivi e società di calcio giovanile. E’ proprio di questo ultimo aspetto che parliamo in questo post. Tralasciando la negatività del dialogo precedentemente intercorso tra i genitori tramite WhatsApp, dove l’aizzatore manifestava dissenso e frustrazione inveendo contro l’allenatore, pubblico volentieri l’ultima risposta: quella di un genitore, la più “lucida e orientata”, che CREA DISTENSIONE e RASSERENA gli animi di tutti, un ESEMPIO DI EDUCAZIONE e SPORTIVITÀ da cui non mi posso sottrarre, da allenatore e da uomo di sport, quale sono, nel ringraziare l’autore.  

Un saluto a tutti e perdonate il “ritardo”.
Non è mia consuetudine entrare in merito di controversie che non mi chiamino direttamente in causa, ma dopo aver assistito passivamente all’incomprensibile “manifestazione di dissenso” di tale Michele (del quale ignoro completamente l’identità e la sua collocazione), sento la necessità di esprimere una mia personale opinione circa l’accaduto e quanto circonda questo gruppo di ragazzi.

In merito alla vicenda “Michele”, mi spiace non poter più interloquire con l’interessato vista la sua dipartita, mi limiterò pertanto a ricordargli che il calcio, come qualsiasi sport, si fonda sul divertimento coadiuvato dall’attività fisica e da un’educazione atta alla socializzazione con tutto ciò che ne consegue, già questo sarebbe sufficiente come risposta all’ignoto critico.
Vista però lo scarsa capacità riflessiva del contestatore, mi dilungherò aggiungendo che quando si entra in un campo di gioco non si è mai soli ma ci si confronta con un avversario, il quale diventa parte integrante del sistema nonché un elemento discriminante del risultato finale. Un “particolare” fondamentale però che è sfuggito al grottesco negatore è che tali risultati e performance sono una prerogativa importante che riguarda unicamente la BANALE CLASSIFICA di una federazione e niente più.

Una graduatoria la cui importanza è insignificante se messa a confronto con la classifica più importante da tenersi in considerazione, quella della vita, di come cioè riusciamo (noi tutti nella collettività) a far maturare un gruppo di ragazzi in mezzo ad una selva di insegnamenti spesso fuorvianti che provengono dalla società. Su questo, esimio Michele, mi vedo costretto a farti notare che a perdere sei stato proprio tu, accumulando ad ogni carattere digitato una sconfitta la quale non ha fatto altro che portarti alla retrocessione nel “campionato della vita” (quella vera), non avendo avuto nemmeno la dignità di cercare un confronto personale (semmai se ne avessi avuta l’intenzione di farlo) anziché celarsi dietro uno sterile display che lascia peraltro trasparire un’idea di codardia.

Precisando che non sono sufficientemente competente in materia calcistica da poter giudicare l’operato di un allenatore, vorrei però esprimere la mia modesta opinione per quanto emerge, manifestando il plauso per un tecnico che riesce a farci vedere una squadra radunata in un comune abbraccio con la panchina prima dell’inizio di ogni partita, una squadra che al termine della partita aspetta la squadra avversaria per stringerle la mano pur talvolta uscendo sconfitti dal confronto (e Dio solo sa quanto sia difficile digerire un gesto simile), un tecnico che fa fatica a contenere l’irruenza di un gruppo di genitori talvolta “troppo esuberanti”.

Chiudo con unultima riflessione rivolta stavolta a tutto il gruppo “senior” di questa squadra, a noi genitori: vincere una partita è bello, vincere un campionato lo è ancor di più, ma riuscire a portare avanti un gruppo di ragazzi che possano far propri certi valori nella condivisione di un’esperienza che li legherà nei ricordi di tutta la loro vita, è impagabile. Aiutiamo i ragazzi di questa squadra lavorando con più impegno su noi stessi, sui nostri comportamenti e sui nostri insegnamenti.

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3 Replies to “Nuove frontiere nella comunicazione tra genitori”

    • CalcioScouting

      Credo che fortunatamente ci siano ancora molti genitori, anzi moltissimi, che conoscono i valori dello sport e che cercano con ogni sforzo di sostenere il figli nella pratica sportiva, dialogando con società ed allenatore. Purtroppo taluni non comprendono le conseguenze negative a lungo termine di atti e comportamenti di un certo tipo. L’unico modo possibile per fronteggiare il problema è diffondere quanto più possibile una cultura sportiva diversa e più consapevole.
      Felice dei suoi commenti, Anna. Grazie ancora.

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