APOLOGIA DELLA SCIVOLATA: Quando i difensori giocano d’azzardo

UN’APOLOGIA DELLA SCIVOLATA
Quando i difensori giocano d’azzardo

Cominciamo col definire un “contrasto in scivolata”, o, più semplicemente, una “scivolata”.
Si dice “contrasto in scivolata” quando un giocatore si lancia con tutto il corpo, piede avanti e testa indietro, sul pallone portato avanti da un avversario, con l’intento di sradicarlo dalle sue gambe o di scaraventarlo via. Si tratta di un intervento molto rischioso, perché un errato tempismo può portare conseguenze disastrose, sia a chi lo esegue (provvedimento disciplinare), sia a chi lo subisce (infortunio); ma una scivolata effettuata col giusto timing infervora il pubblico, galvanizza il giocatore e la squadra, intimidisce l’avversario.
Ora, ci sono tre tipi di intervento in scivolata, i quali prendono il nome dalla posizione che assumono piedi e gambe nell’esecuzione: a martello, a forbice, a falce.

[feature_box style=”28″ only_advanced=”There%20are%20no%20title%20options%20for%20the%20choosen%20style” alignment=”center”] L’entrata a martello è tristemente famosa per essere la più pericolosa delle tre, dato che ha provocato innumerevoli infortuni, anche gravi; si esegue puntando i tacchetti sul pallone e affondando la gamba con decisione, cosa che garantisce la vittoria nel contrasto, ma solo se si prende la palla, ragion per cui la scivolata col piede a martello è consigliabile solo in caso di assoluta sicurezza di colpire la sfera, e mai frontalmente.[/feature_box]

[feature_box style=”28″ only_advanced=”There%20are%20no%20title%20options%20for%20the%20choosen%20style” alignment=”center”]Per quanto riguarda la scivolata a forbice, si può dire che non è certo la più utile, né la più gettonata, ma può fare al caso nostro se eseguita nel modo e nel momento giusto; come il nome lascia intuire, le gambe devono chiudersi su quelle dell’avversario per impedirgli di portare avanti la palla, come le lame di un paio di forbici, appunto. Questo tipo di intervento, tuttavia, è falloso a prescindere, perché presuppone il contatto dei piedi con l’avversario: ma allora perché si sente menzionare spesso?
Due sono le possibili risposte. Dato che garantisce l’interruzione della conduzione di palla, l’entrata a forbice viene spesso utilizzata per spendere il famoso “fallo tattico” in situazioni d’emergenza; inoltre, nei momenti di frustrazione, non è raro vedere giocatori che, esasperati dalla “melina” avversaria, tentano di rompere l’impasse con un intervento del genere, più preciso e meno pericoloso rispetto alla variante a martello.[/feature_box]

[feature_box style=”28″ only_advanced=”There%20are%20no%20title%20options%20for%20the%20choosen%20style” alignment=”center”]Vi è mai capitato di sentir dire che un difensore ha “falciato” l’avversario? Bene, questo termine è un tantino inflazionato nel gergo calcistico, ma, di per sé, denota proprio il terzo tipo di intervento. Si tratta di entrare in scivolata lateralmente rispetto alla linea di corsa del portatore di palla, arpionando la sfera con il collo del piede e spingendo nella direzione opposta: l’attaccante si ritrova così gambe all’aria, scippato del pallone ma senza fallo. Inoltre, c’è di buono che, se il tempismo è errato, la scivolata a falce non è niente più che uno sgambetto, che difficilmente arreca più di una leggera contusione al momento della caduta.[/feature_box]

Una definizione, spero, esaustiva, eppure non mi basta. Non credo sia sufficiente un approccio enciclopedico per trasmettere cosa può significare mettere tutto in un gesto tecnico, scommettere sulla propria capacità di leggere un movimento, uscire vincitore dopo aver assaporato il terreno, magari con qualche abrasione che non guasta mai e che sa di eroico… Posso solo invitarvi a provare.
Oppure, al limite, ad immaginare…

Immaginatevi un attaccante esterno, forte, veloce, letale negli spazi aperti. Riceve sulla fascia, si allunga il pallone e supera in velocità il terzino. Deve uscire il centrale, ma è più lento, e pure in leggero ritardo… Non lo prenderà mai, a meno che…
A meno che non provi ad entrare in scivolata. Si distende, si allunga, aggancia la palla: ha fermato l’avversario, che, incredulo, è a terra senza averci capito molto. Da qui, non si passa…

Per CalcioScouting.com
Federico Targetti

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