Il calciatore e l’energia mentale scadente

energiaIl calciatore e l’energia mentale scadente

Seconda ed ultima tappa del breve tour sull’attivazione fisiologica: Il calciatore e l’energia mentale scadente

Abbiamo visto come l’elevata energia psichica possa essere positiva se la situazione in cui si trova il calciatore è di basso stress, mentre possa costituire elemento negativo qualora l’indice di affaticamento e tensione sia invece molto elevato.

Cosa accade invece quando l’energia psichica è bassa e varia il livello di stress complessivo che “pesa” sul calciatore?

In questo caso, qualora l’indice di stress sia di modesto livello, il grado di attivazione fisiologica e quindi, nel complesso, l’attivazione  del calciatore è minimale, il che determina vissuti di noia, di deconcentrazione e sonnolenza.

Questo tipo di situazione si verifica molto spesso nei finali di stagione, in cui, una volta raggiunti (o falliti) certi obiettivi di squadra, assistiamo a gare in cui  se non entrano in gioco meccanismi di motivazione individuale e collettiva specifici legati al perseguimento di obiettivi predeterminati di prestazione (ad esempio il miglioramento della media dei gol subiti, l’aumento del numero di occasioni da rete create o dei gol realizzati nel finale di gara, il minutaggio del possesso palla etc..) il grado di performance sarà inevitabilmente modesto, specialmente in quei contesti di squadra dove il livello motivazionale medio è estrinseco (ovvero non supportato da motivazioni individuali a migliorarsi indipendentemente dal risultato finale).

E quando, al contrario, l’indice di stress è molto alto? Cosa potrebbe verificarsi ad un calciatore mentalmente non reattivo, la cui attivazione fisiologica non è sufficiente a far fronte alla situazione?

Questo contesto facilita un vissuto prevalente basato su stanchezza e senso di impotenza appresa, derivante da un’incapacità di fondo di riuscire a fronteggiare con la dovuta energia una situazione che richiederebbe invece una condizione mentale altamente positiva.

Quando l’energia mentale è scadente, risultano particolarmente importanti esercizi di respirazione ad alta frequenza mirati ad aumentare il livello di attivazione fisiologica, esercizi di mobilizzazione, strategie finalizzate al dialogo positivo e alla motivazione individuale ed una revisione rapida dei propri obiettivi di gara, rafforzando notevolmente la preparazione psicologica pregara.

Dr Fabio Ciuffini Psicologo dello Sport

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