Portiere e calcio di rigore: la statistica può aiutarlo?

Portiere e calcio di rigore: quali sono i fattori che possono incidere sulla possibilità di intercettare la palla?

Le dinamiche del tiro dal dischetto rappresentano indubbiamente uno dei temi più intriganti e complessi che contraddistinguono la preparazione psicologica di un portiere. Nel corso dei decenni sono stati effettuati vari studi che hanno concentrato la propria attenzione sui fattori in grado di incidere sulla possibilità di intercettazione di un calcio di rigore.

In sintesi, possiamo riassumere vari elementi che, seppur con diversa importanza, sono stati ritenuti significativi.

Innanzitutto possiamo fare riferimento all’aspetto visivo, ovvero all’analisi dettagliata della capacità da parte di un portiere di osservare nel minor tempo possibile e con maggior grado di dettaglio la direzione della palla dopo che quest’ultima sia stata calciata verso la porta.

Le osservazioni a tal proposito inducono a ritenere che il tempo di reazione fisiologico, in relazione alla velocità della palla ed alla valutazione cognitiva della traiettoria basata proprio sul campo visivo del portiere, diano a quest’ultimo pochissime chances di prendere il pallone, data, insomma, la rapidità dell’esecuzione. Di conseguenza, cresce il peso e la rilevanza del tempo di attesa del portiere prima di tuffarsi. In modo diremmo parallelo con la sua reattività dal punto di vista muscolare.

Di conseguenza il lavoro di studio ed analisi si è concentrato su altri fattori che potremmo definire di natura più predittiva, ovvero focalizzati sulla possibilità di raccogliere quante più informazioni possibili prima (e al momento) del tiro dal dischetto, principalmente dal punto di vista della posizione della palla e della postura di colui che calcia.

I dati hanno rilevato che tuttavia, il potere predittivo della posizione del corpo non è poi così forte, in quanto anche una minima differente sensibilità nel modo di toccare il pallone a parità di posizione del piede rispetto alla palla, può condurre quest’ultima in direzioni non necessariamente lineari e prevedibili impedendo al portiere di predirne l’altezza e la potenza pur nella corretta valutazione del lato destro o sinistro del tiro.

Alcuni dati, tra l’altro, dimostrerebbero che i portieri concentrano maggiormente l’attenzione sulla posizione della testa, dei fianchi e delle gambe nella fase iniziale del tiro spostando successivamente il focus attentivo sulla palla.

Un recente studio pubblicato sull’International Journal of Sport Psychology condotto su 9 portieri dilettanti olandesi, ha cercato di analizzare più da vicino i fattori situazionali, cercando di indagare il modo con cui una conoscenza più approfondita della direzione più utilizzata da un calciatore per tirare un rigore, sia in grado di rendere più agevole la parata, in relazione anche ai tempi di reazione dell’estremo difensore. In pratica, attraverso una serie di prove sul terreno di gioco in cui il portiere veniva informato circa la probabilità di direzione preferenziale di un tiro in porta da parte di un attaccante, è stato osservato un aumento della percentuale di intercettazione della palla calciata. In poche parole, più costante nel tempo è la direzione di tiro scelta da calciatore, maggiore sarà la rapidità con cui il portiere potrà tuffarsi dal lato corretto, purché quest’ultimo sia a conoscenza delle abitudini di tiro dell’avversario.

Una preparazione adeguata anche di natura statistica sulle caratteristiche dei rigoristi e sulle direzioni privilegiate, può dunque aumentare il numero di informazioni preliminari che un portiere può avere all’atto del tiro, in aggiunta tuttavia a tutte quelle informazioni che egli potrà raccogliere, in modo soggettivo, circa le caratteristiche posturali e di gestione dello spazio da parte di chi calcia dal dischetto.

Ovviamente, il rigore è una variabile molto complessa in quanto anche l’attaccante ha una serie di indici su cui lavorare per fuorviare il tuffo del portiere. Non dimentichiamoci, tuttavia, che quest’ultimo ha un vantaggio psicologico dettato dalla maggiore possibilità statistica di fallire rispetto all’attaccante (e quindi una minor tensione ed una maggiore accettazione sociale dell’errore compiuto) , che può favorirne la concentrazione.

Calcioscouting

Dr Fabio Ciuffini, Psicologo, Consulente Area Psicologia dello Sport

Riferimento Bibliografico NAVIA, J. A., Kamp, J., & Ruiz, L. M. (2013). On the use of situation and body information in goalkeeper actions during a soccer penalty kick. International Journal of Sport Psychology, 44(3), 234-251.

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