Mondiali: La profezia di Scolari ed il crollo del Brasile

Mondiali: La profezia di Scolari ed il crollo del Brasile

Non possiamo esimerci oggi da una breve considerazione sulla storica sconfitta del Brasile per 7-1 contro la Germania durante i Mondiali di calcio. Senza addentrarci in valutazioni di carattere tecnico, credo sia opportuno focalizzare l’attenzione su un aspetto particolare, riferito alle parole del commissario tecnico Felipe Scolari alla vigilia della gara.
Confesso che, alla lettura di quel tipo di affermazione, sono rimasto piuttosto colpito.

Quando un allenatore afferma infatti che la perdita di un calciatore “è una catastrofe” per la sua squadra, annuncia di fatto una sconfitta ed una resa dal punto di vista mentale.

Questo è il potere della profezia che si autoavvera per cui la squadra inconsapevolmente conferma sul campo una supposizione fatta propria dall’intero gruppo dopo le parole del suo tecnico.

L’affidamento fideistico ad un singolo calciatore determina il crollo della capacità del collettivo di far fronte ad una perdita facendo perno sul potere e la forza del gruppo (e la sua resilienza).

Questo è quello che con ogni probabilità può essere accaduto al Brasile ai Mondiali. Eccessiva enfasi all’infortunio di Neymar, espressioni tristi e colme di ansia già nei primi minuti di gioco, panico che si autoalimenta minuto dopo minuto, una grandissima paura della sconfitta per l’elevato valore sociale che la gara aveva assunto in tutto il Paese. Catastrofe annunciata e catastrofe confermata.

Viene da chiedersi, prima di ogni altra cosa, cosa abbia portato un allenatore così navigato ad esternare in modo tanto palese la debolezza della sua squadra prima di una gara, se non l’idea che l’unico modo per proteggerla e stimolarla a reagire ad una pressione così alta (successiva tra l’altro alla perdita del proprio “fenomeno”) fosse quello di anticipare al mondo una debacle, per limitare le aspettative della gente sgravando i calciatori da una destabilizzazione emotiva quanto mai pesante.

Evidentemente il risultato è andato ogni oltre logica previsione. Quello che appare interessante sarà, a questo punto, un’altra reazione a questa gara, quella della Germania. Vincere così largamente può avere dei risvolti negativi, sia per le aspettative di vittoria “facile” che ciò può comportare, sia per un rischio di sopravvalutazione delle proprie qualità.

L’intensità e la costanza dimostrata in campo dai tedeschi non va tuttavia considerata come una superiorità assoluta, in quanto con un Brasile mentalmente pronto, seppur con le difficoltà dettate da assenze importantissime, la partita sarebbe andata diversamente.

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[author] [author_image timthumb=’on’]https://www.calcioscouting.com/wp-content/uploads/2012/08/fabio-ciuffini.jpg[/author_image] [author_info]Dr Fabio Ciuffini, Psicologo, Consulente Area Psicologia dello Sport[/author_info] [/author]

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