Scouting: la relazione con l’allenatore e la panchina

Scouting: la relazione con l’allenatore e la panchina.

allenatoreOsservare le dinamiche relazionali durante una partitaAffrontando il tema degli aspetti psicologici che intervengono nella crescita e maturazione del talento calcistico e quindi rilevanti anche agli occhi dell’osservatore, è necessario soffermarsi, dopo aver analizzato la dinamica relazionale con l’arbitro, anche sul dialogo che intercorre durante una partita con la panchina ed in particolar modo con l’allenatore.

Velocemente, un dato sulla relazione con la panchina.

Quando un giovane atleta interagisce con lo staff (ed intendiamo oltre al mister anche l’accompagnatore od il medico) possiamo cogliere alcuni aspetti molto sottili ma importanti. Ad esempio possiamo chiederci come il ragazzo riceve le cure mediche (le accetta? le respinge? tende all’auto-vittimizzazione? O magari si compiace della teatralità solitamente molto televisiva a cui i giovani calciatori sono spesso facilmente sensibili?).

Inoltre, è importante notare come il ragazzo possa interagire con i compagni di squadra seduti in panchina, notando se a livello relazionale possono emergere aspetti salienti, ad esempio un forte legame con alcuni componenti della rosa che potrebbe ripercuotersi anche nel dialogo in campo.

Infine, la relazione con l’allenatore. Come dialogano il mister ed il ragazzo che stiamo osservando?

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La relazione con l’allenatore può indicare la capacità del giovane calciatore di confrontarsi con il mister nella ricerca di soluzioni di gioco. Un allenatore che interpella frequentemente un ragazzo può farlo infatti sia perché è completamente insoddisfatto del suo rendimento, sia perché ha in lui una sorta di allenatore in campo che può aiutarlo nell’impartire strategie di gioco alla squadra o al singolo reparto.

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Anche in questo senso possono emergere segnali di leadership oppure di attitudine all’assimilazione rapida di informazioni ed istruzioni, elemento cognitivo utile soprattutto in caso di rapidità di gioco allorché il mister ha bisogno di un tramite comunicativo efficace e piuttosto ricettivo.

Da notare infatti è il numero e la frequenza dei richiami, la loro qualità e possibilmente il loro linguaggio (per questo un’adeguata osservazione finalizzata all’aspetto psicologico non dovrebbe mai essere a mio avviso troppo distante dal campo e dalle panchine).

La qualità del linguaggio è particolarmente saliente in quanto è in grado di evidenziare la fluidità comunicativa con il mister, la presenza di veri e propri “codici” che siano indicatori di un particolare “allineamento” tra allenatore e ragazzo.

Ovviamente nella frequente impossibilità di raggiungere posizioni particolarmente vantaggiose, è necessario far riferimento ad indicatori di natura non verbale (mimica, gestualità).

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