Vivaio dell’Ajax – Fucina di Talenti

Il Vivaio dell’Ajax rappresenta da sempre il punto di riferimento per i settori giovanili di tutto il mondo. Una filosofia di gioco e un sistema di allenamento costruito e consolidato ormai da decenni grazie ad una corretta programmazione, necessaria al conseguimento di obiettivi a medio lungo termine. Sono proprio questi i pilastri su cui si poggiano i “lancieri”: programmazione e obiettivi. Binomio vincente e indivisibile per chi vuole conseguire risultati costanti negli anni; se a questo si aggiunge un elevato senso civico e sociale che contraddistingue la popolazione olandese, si capisce il perché del successo ottenuto dal vivaio dell’Ajax.

Le statistiche indicano il Club olandese come uno dei vivai più prolifici d’Europa tanto che, grazie alla stretta collaborazione con la scuola e l’Università, l’Ajax ha brevettato un vero e proprio “modello scientifico“. Una concezione olistica dell’individuo e il lavoro con gli studiosi dell’Università consente, infatti, un continuo miglioramento dei tanti aspetti che fanno parte del calciatore; a riprova di quanto esposto, gli accordi recenti pongono come obiettivi il miglioramento degli aspetti mentali e nutrizionali dei giovani calciatori, molto spesso elementi tanto importanti quanto sottovalutati. Niente è lasciato al caso.

La selezione per arrivare all’accademia avviene tramite i 70 osservatori di cui dispone la Società, che seguono allenamenti e partite in tutta l’Olanda. Un bambino può essere selezionato all’età di 8 anni; in linea teorica, seguendo un percorso didattico della durata di 10 anni per un totale di 10.000 ore di allenamento e superati i vari step valutativi su base annuale, il giovane calciatore sarà pronto a entrare nel calcio professionistico. Per rendere l’idea del successo del modello Ajax, più del 70% dei componenti la rosa della prima squadra proviene dal proprio settore giovanile! Un dato, questo, che paragonato con altre realtà, Italia in primis, la dice lunga sulla differente gestione dei vivai tra paesi diversi. 

I giovani selezionati provengono da Amsterdam e dintorni così da permettere al calciatore il rientro in famiglia ogni giorno. Chi appartiene a questo club sa che è richiesto disciplina e grande responsabilità. Non solo, la formazione scolastica è considerata come elemento determinante nell’evoluzione del calciatore ed è considerata prioritaria alla stessa stregua della formazione calcistica. E’ per questo che 80 scuole del territorio collaborano con la Società; l’Ajax stessa mette a disposizione locali e insegnanti, ben 12 per l’esattezza, per dare continuità allo studio prima o dopo la seduta di allenamento. Anche a casa c’è sempre qualcuno che li aiuta a fare i compiti; se necessario viene messo a disposizione un tutor per un aiuto individuale!

La crescita calcistica e scolastica viene annotata in un database, qui vengono riportati altri dati, tra i quali le segnalazioni sul comportamento e le relazioni periodiche redatte da specialisti in psicopedagogia messi a disposizione del club! Lo scopo di un’accurata registrazione è quella di comprendere quali aspetti hanno influenza sul giovane, non solo sull’evoluzione tecnica, ma quali condizionamenti ambientali, sociali, educativi possono incidere nel processo di formazione del calciatore. 

Il De Toekomst (Il Futuro) è il centro sportivo d’eccellenza del vivaio dell’Ajax; si compone di 7 campi regolamentari, di cui 2 in sintetico, 4 in erba naturale ed uno coperto e spazi dedicati all’allenamento dei portieri (foot volley). La struttura centrale conta ben 14 spogliatoi, la palestra e zone ristoro, oltre a spazi riservati ai membri della Società. In questo contesto 200 ragazzi giocano in 12 squadre diverse dopo essere stati osservati e selezionati sulla base di criteri specifici a cui si rifanno i maggiori club del mondo e definiti da un acronimo: TIPS

[feature_box style=”19″ title=”Cosa significa TIPS?” font_shadow=”light” alignment=”center”]

TECNICA, INTUITO, PERSONALITA’, VELOCITA’

[/feature_box]

Frank De Boer, ex allenatore dell’Inter, ha introdotto alle 4 caratteristiche sopra citate, un quinto requisito relativo al “fisico“, sempre più importante nel palcoscenico calcistico mondiale. La filosofia Ajax, espressa con il modulo di gioco e la metodologia di allenamento, trova riscontro obiettivo in tutti i gruppi. L’intervento si diversifica in base alla classe d’età. Fino agli under 13 vengono svolti programmi integrativi all’allenamento puramente calcistico, tra i quali arti marziali, velocità, coordinazione e ginnastica, nei giovani calciatori sopra i 14 anni la programmazione diviene sempre più intensa e mirata grazie anche all’introduzione di figure professionali sempre più specifiche (mental coach e preparatore atletico specifico). Dagli under 16 agli under 19 vengono inseriti gli “istruttori individuali” che collaborano con gli allenatori responsabili del gruppo. Tutti rigorosamente ex giocatori Ajax che si occupano di tecnica applicata per ruoli. 

Per una testimonianza diretta sulla filosofia dei lancieri puoi vedere un video con l’intervista di Casimir Westerveld, coach del gruppo esordienti dell’AJAX (classe 2001), che ha partecipato alcuni anni fa (maggio 2014) al Torneo Internazionale Città di Abano, la più importante manifestazione di calcio giovanile in ambito europeo per la classe esordienti. Non c’è da stupirsi se molti di questi calciatori li vedremo prossimamente calcare i campi della massima serie olandese e, oltre! 

 

PRIMA SQUADRA

Ma veniamo all’attualità, ai giorni nostri, alla “prima squadra”. Un breve viaggio nella recente storia del club olandese. Gli ultimi importanti successi sono arrivati quando la squadra aveva un’eta media molto bassa per gli standard europei: compresa fra i 22 e i 23 anni. La rosa era composta per la grande maggioranza da giocatori fra i 17 e i 24 anni, con il supporto di alcuni trentenni di grande esperienza, come il capitano Danny Blind e l’ex milanista Frank Rijkaard. Da allora l’Aiax ha collezionato sette scudetti e non è mai scesa, in campionato, sotto il quarto posto. In Europa ha invece  incassato molte cocenti eliminazioni, senza più riuscire a centrare una finale. L’ultima risale al 22 maggio 1996 quando l’Aiax, condotta da Van Gaal, venne sconfitta ai rigori dalla Juventus di Lippi nella finale di Champions League! 

In quest’ultimo ventennio i tifosi del club più blasonato d’Olanda hanno dovuto sopportare una certa disattenzione nella gestione societaria e in politiche “tecniche” troppo discontinue e alquanto discutibili (dall’addio di Van Gaal all’arrivo di Frank de Boer sono stati cambiati 13 allenatori!). La sentenza Bosman ha contribuito a fare il resto (libertà di movimento dei lavoratori in tutta l’Unione Europea e abolizione del limite di giocatori stranieri per tutte le squadre di calcio). L’Ajax perse in poco tempo molti dei suoi giocatori migliori, alcuni dei quali svenduti pur di evitare che accettassero un contratto con un club estero e se ne andassero da Amsterdam a parametro zero. Ristabilito l’ordine societario, nell’estate 2016 la società ha ingaggiato l’olandese Peter Bosz come nuovo allenatore in sostituzione di Frank De Boer, di li a poco diventato nuovo coach dell’Inter. Bosz è stato ingaggiato con l’obiettivo di riportare nuovamente il gioco e il settore giovanile al centro del progetto, secondo una logica tanta cara a Cruijff, storicamente noto per prediligere un calcio divertente, tecnico e offensivo. Il nuovo trainer olandese ha portato così nuova linfa al gioco pragmatico e poco spettacolare di chi lo ha preceduto, riuscendo in un solo anno a raggiungere la finale di Europa League contro il più quotato Manchester United.

Il suo Ajax, così diverso da quello di De Boer per filosofia e gestione della gara – meno speculativa, più portata ad assumere il controllo delle operazioni e ad assumersi rischi, vedi il pressing altissimo, la linea di passaggio prevalentemente verticale e la costante ricerca dell’anticipo in fase di non possesso – non ha mai preso imbarcate “zemaniane”, tanto per usare un concetto chiaro a tutti. La sconfitta per due a zero patita contro i Red Devils di Mourinho è solo l’epilogo “amaro” di un cammino che ha portato la squadra a proporre un gioco divertente, veloce e spettacolare, condito da qualità tecniche individuali di alto livello. Prima dello scontro per il titolo, memorabile la semifinale casalinga contro il Lione, vinta per 4-1. In quella gara gli ajacidi hanno fatto registrare il maggior numero di tiri in porta (16) e il secondo undici titolare più giovane in una partita di Europa League (22 anni e 137 giorni, solo il Genk contro il Sassuolo è stato più “longevo”). 

I vari Matthijs de Ligt (‘99), difensore centrale, Frenkie de Jong (‘97), mediano, Donny van de Beek (‘97), trequartista, Abdelhak Nouri (‘97), play, e il già citato Justin Kluivert (‘99), l’anno prossimo saranno tutti titolari in prima squadra (De Ligt lo è già, e ha pure debuttato in Nazionale). Ma un’idea di quanto sia fiorente il settore giovanile del club di Amsterdam arriva dalla serie B olandese, dove lo Jong Ajax (l’equivalente, sulla carta, alle nostre squadre Primavera) ha chiuso il campionato al 2° posto, con il miglior attacco del torneo (93 gol in 38 partite). 

L’Aiax, dunque, sta tornando ai vecchi splendori! Come abbiamo visto in questo breve viaggio, per arrivare all’elité del calcio mondiale i giocatori sono inseriti in un contesto ambientale  e infrastrutturale di ottimo livello fatto di competenze integrate la cui sommatoria non è una semplice formula matematica, ma molto di più. Il giovane è posto in condizioni di “centralità“, a favorire la maturazione calcistica, ma anche caratteriale a 360°. Non solo, il vivaio dell’Ajax offre mentalità e filosofia di gioco specifiche nelle quali il giovane calciatore s’identifica fin da piccolo, garantendo un apprendimento mirato che porterà i giovani calciatori ad acquisire quella consapevolezza necessaria per approdare, in futuro, al calcio professionistico

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