Tra campo e psiche: Giuseppe Rossi ed il contrasto. Segnali incoraggianti

Tra campo e psiche: Giuseppe Rossi ed il contrasto. Segnali incoraggianti

Per un calciatore come Giuseppe Rossi, reduce da stagioni sfortunate e funestate da infortuni, il contrasto è senza dubbio l’ostacolo più grosso da superare. Se da un punto di vista fisico e medico il suo recupero è infatti totale, dal punto di vista mentale sono vari i fattori che incidono sulla capacità di ritrovare pienamente due  variabili fondamentali per un atleta: la sicurezza ed il senso di integrità psicofisica.

Dal nostro osservatorio, risulta pertanto interessante e stimolante seguire gli allenamenti e le gare di Giuseppe Rossi, non solo perché vederlo in campo riempie gli occhi dal punto di vista tecnico, ma anche perché questa tipologia di calciatore (inteso come atleta di grande resilienza e di temperamento) offre spunti di riflessione molto particolari.

Viene pertanto naturale monitorare le sue movenze in campo, analizzare il suo approccio al contrasto, analizzare quindi non solo l’aspetto calcistico “puro” ma anche quello psicologico cercando di focalizzare la nostra attenzione su alcuni elementi in grado di testimoniare la progressività del suo recupero.

Il suo talento, tra l’altro, lo porta a sviluppare dinamiche di gioco in cui il dribbling, l’inserimento in spazi stretti ed anche le torsioni repentine producono notevoli sollecitazioni per il suo corpo, anche a causa della necessità dei difensori di contrastarlo non sul piano tecnico o del tempo di gioco quanto proprio sull’aggressività. Variabili che possono aumentare il rischio di ricaduta.

In quest’ottica di monitoraggio, pare interessante notare come Pepito mostri consapevolezza piena della necessità di fronteggiare il timore dello scontro fisico (“Mi serve fare i contrasti e prendere le botte in campo, stiamo facendo passi in avanti”).

C’è un segnale che con ogni probabilità indica che la strada seguita è quella giusta, almeno dal punto di vista mentale: il fatto che la prudenza dello staff tecnico nel suo utilizzo e nel minutaggio di gioco superi la voglia dell’atleta di buttarsi nella mischia ed il suo desiderio crescente di agonismo (“La mia sostituzione? Mi sentivo bene, avrei voluto giocare ancora di più: andiamo avanti tranquilli però, siamo solo all’inizio”). 

Significa che, tenendo conto dell’elevata percezione dei segnali del proprio corpo (che ormai Giuseppe Rossi conoscerà benissimo avendo grande esperienza delle sensazioni fisiche correlate all’infortunio), è altamente probabile che psicologicamente il ragazzo stia ritrovando piena fiducia.
Anche in considerazione del fatto che un atleta non ama entrare in campo e sentirsi “tutelato”  dagli avversari, ma predilige l’agonismo vero e puro. Fattori essenziali per farlo sentire nuovamente a regime.

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 Dr Fabio Ciuffini, Psicologo dello Sport. Per info ciuffinifabio@gmail.com oppure visitare il Sito Web personale

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