Balotelli, Pirlo e la domanda che Mario dovrebbe porre a se stesso

Balotelli, Pirlo e la domanda che Mario dovrebbe porre a se stesso

Ci sono talenti tecnicamente in grado di mostrare valore assoluto ma fortemente frenati da caratteristiche di personalità e vicissitudini di vario tipo che ne hanno nel tempo ostacolato la crescita sportiva o che, quantomeno, non ne hanno mai facilitato la vera consacrazione a campione. La storia di Balotelli è una di quelle che maggiormente riesce ad attirare l’attenzione mediatica, proprio in virtù dell’attesa (spesso delusa) di una sua esplosione definitiva e della sua qualità di “personaggio”.

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Ed allora, ecco che tutto il “fascino” si sposta dal campo, dal gesto tecnico, dalla performance al comportamento fuori dal campo.

Desta sempre tuttavia curiosità per un osservatore che va oltre gli aspetti “visibili” e di “superficie” alcune dichiarazioni di atleti che lo conoscono bene. Una di queste è di Andrea Pirlo:

Mario può ancora diventare uno degli attaccanti più forti d’Europa. E’ una delle persone più dolci che io abbia mai incontrato. Non ci sono mai momenti noiosi accanto a Mario. Ha fatto alcuni errori di gioventù e lui ne è consapevole, ma spero davvero che la prossima stagione possa consacrarlo di nuovo. Tecnicamente Balotelli è molto forte e più arrivare al top in Europa». (Tuttosport.it)

La domanda che Balotelli potrebbe forse porsi e se vi sia ancora dentro di lui quella motivazione personale a migliorarsi come atleta che fa sempre da potente motore propulsivo per un vero sportivo oppure se questa sia ormai preda (definitiva) di rinforzi esterni (successo, denaro) che stanno rischiando di strangolare il suo talento (termine forte ma che rende l’idea).

Risposta che solo il calciatore è in grado di dare a se stesso e che dovrebbero tradursi poi in atti concreti ed evidenti atti a rimettersi in gioco una volta per tutte.

CalcioScouting.com

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2 Replies to “Balotelli, Pirlo e la domanda che Mario dovrebbe porre a se stesso”

  1. Anna Antonucci

    Secondo me per Balotelli gli allenamenti sono una grande fatica. Sarebbe bene che cambiasse lavoro perché di calciatore non ci vedo proprio niente.

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