Editoriale: La Nazionale, il gruppo, gli obiettivi raggiunti

euro2016-1La Nazionale, il gruppo, gli obiettivi raggiunti


Piaccia o non piaccia, questa Nazionale ha dato un segnale: il fatto che indipendentemente dai valori tecnici assoluti, è possibile competere. Eccome. Competere attraverso un’arma essenziale: il gruppo.

Le reazioni emotivamente forti dei calciatori (in primis Barzagli e Buffon) e quella del loro condottiero (Conte) dimostrano quanto la coesione ed il senso di identità di una squadra siano fattori decisivi per ottenere prestazioni oggettivamente molto importanti.

Gruppo non significa solo “gruppo-squadra”, ma anche tutto ciò che ha ruotato attorno ai calciatori, come lo stesso Conte sottolinea (Lele Oriali, i magazzinieri, il cuoco che li ha fatti sentire “a casa” etc..).
I calciatori costituiscono un sistema inserito all’interno di un sistema più grande (il gruppo di lavoro in senso più ampio) con il quale condividere prassi, regole, comportamenti, linguaggi: insomma una “cultura interna”. Fattore quanto mai evidente oggi.

La dimensione dell’obiettivo di gruppo nel suo insieme si costruisce in molti modi: “verso qualcosa” (un risultato, un traguardo) oppure anche “contro qualcosa” (voler dimostrare agli altri la presenza di una determinata qualità valoriale messa generalmente in discussione).

Ritengo che la Nazionale di Conte abbia di fatto lottato per raggiungere entrambi gli scopi:

  • in primis quello “contro” un ambiente giudicato internamente come ostile, avverso, svalutativo ed ipercritico – la stampa, parte dei tifosi e degli addetti ai lavori – ovvero il rispetto, come lo stesso tecnico ha sottolineato.
    Obiettivo abbondantemente raggiunto nel suo complesso, al di là di qualche scivolone comunicativo del singolo (vedi la gestualità irriverente di Pellè nel rigore decisivo che ne ha palesato l’insufficiente preparazione mentale al tiro).
    L’Italia si è fatta valere e si è fatta rispettare  superando con grinta ed entusiasmo compagini sulla carta più quotate (Belgio, Spagna) e lottando fino all’ultimo respiro contro i Campioni del Mondo in carica (la Germania), facendo ricredere anche molti di coloro che giudicavano negativa la composizione della rosa.
  • infine quello “verso qualcosa”, ovvero il risultato sportivo. Assaporato, lottato e sfumato come può ovviamente capitare nel calcio. Aspetto delusivo,  quest’ultimo, palese ed evidente per Conte ed i suoi calciatori ma non per questo necessariamente più importante del rispetto.

Le dimensioni valoriali del gruppo nel suo complesso e dell’obiettivo sportivo sono elementi imprescindibili, talvolta molto sottovalutati nell’interpretazione dei fenomeni sportivi ma che fanno la differenza tra squadre tecnicamente forti ma “vuote” e realtà con minor talento assoluto ma “piene” di risorse da sfruttare.

Dott. Fabio Ciuffini
Psicologo dello Sport & Mental Trainer
SITO WEB PERSONALE

 

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