Mister Ventura, si emozioni pure!

Mister Ventura, si emozioni pure!

Innanzitutto desidero fare un grande “in Bocca al Lupo” al neo CT azzurro Ventura. Con l’augurio che la sua esperienza con i giovani sia motore di un rinnovamento e di una ritrovata attenzione per i nostri vivai.

Detto questo, mi soffermo rapidamente su un aspetto che mi ha colpito nella presentazione del tecnico a Coverciano, ovvero la componente emotiva su cui il mister si è soffermato. E, badate bene, non è la prima volta, dato che già a Giugno in occasione dell’annuncio del conferimento dell’incarico ebbe lo stesso identico approccio con la stampa. Mi riferisco a queste parole:

“Non sono emozionato, sono felice. Non ho più l’età per emozionarmi, ma sono felice e orgoglioso”.

Lo so, è questione di dettagli. Eppure mi ha incuriosito la necessità e volontà che Ventura dimostra di dover domare le emozioni dinanzi alla stampa ( qui sinonimo di eccitazione, direi) quasi fossero un fardello non funzionale alla nuova avventura ed idonea all’immagine  di un uomo di calcio che ha una tale armatura di esperienza, da non dover sentire più quel fremito che solo una grande occasione come questa può dare (almeno in teoria).

150px-Italy_national_football_team_crest.svgEppure, se leggiamo le sue dichiarazioni integrali, il mister parla di felicità e di orgoglio (due gran belle emozioni, eccome!) ma anche di grande “voglia”, in linea con l’immagine sanguigna (e competente) che ha sempre dimostrato.

Mi ha dato l’idea del capitano che cerca di tappare le falle della sua nave per impedire all’acqua di entrare, nonostante quest’ultima sia palesemente la sua vita e potenzialmente molto, ma molto pericolosa!
Allo scopo, forse, di preservare se stesso da un’idea emotivamente forte e fragile allo stesso tempo di sé, non adatta al ruolo “epico” ricoperto da un condottiero tutto d’un pezzo.

È un po’ tipico dello sport in generale e del calcio in particolare. L’idea che le emozioni siano un qualcosa che non aiuta, che non serve, che tutto sommato sarebbe quasi meglio non avere. Pur riconoscendone consapevolmente la presenza.
Quante volte mi è capitato di sentire un atleta dire “non vorrei avere ansia!” quando in realtà l’ansia (se ben gestita) è fondamentale per ottenere buone performance.

Insomma, anche gli allenatori provano emozioni, e per svolgere al meglio il loro ruolo non è certo detto che debbano abituarsi ad esse a tal punto da non provarne. Anzi, l’emozione è il motore di tutto, purché essa sia riconosciuta, accettata, supportata.

Sono sicuro che nonostante tutto, Ventura sia strapieno di emozioni e che se le stia anche godendo alla grande.

Quando lo vedrò (come auspichiamo tutti) eccitato per una partita di eccellente livello dei suoi, beh, mi torneranno alla mente le sue parole.
Sicuro.

Dott. Fabio Ciuffini
Psicologo dello Sport
Sito Web personale

 

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