Gennaro Falanga e il potenziale fisico atletico del calciatore

Come “leggere” il potenziale fisico atletico del calciatore?

Interessante intervista a Gennaro Falanga, preparatore atletico campano che, nonostante la giovane età, ha un curriculum di tutto rispetto. Gennaro attualmente cura la  performance di atleti professionisti sia in forma individuale che di squadra da un punto di vista fisico-atletico. Nella stagione 2015-16 è stato collaboratore tecnico scientifico della prima squadra S.S. Ischia Isola Verde, partecipante al campionato di Lega Pro, oltre che preparatore atletico per i giovani della stessa società, partecipanti al campionato Berretti. Vista la professionalità specifica di Gennaro che, quotidianamente, tratta la “performance sportiva” di atleti e calciatori di vario livello e età, noi di calcioscouting ne abbiamo approfittato per fare una chiaccherata tra amici con l’intento di dare “valore” (informazioni) a chi ci segue assiduamente. Ringraziamo Gennaro per la sua disponibilità.

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1)Gennaro ci puoi dire quanto è importante l'aspetto fisico atletico per un giovane atleta al fine di un'adeguata performance sportiva?

L’aspetto fisico oggi giorno è determinate sia per i fini prestativi che per fini preventivi, questi aspetti sono le facce della stessa medaglia. Nei settori giovanili (professionisti e dilettanti) molte volte si cerca una specializzazione precoce (coinvolgimento del giovane atleta in allenamenti intensivi e specifici di una disciplina sportiva), la ricerca scientifica a tal proposito ci dice che l’aumento del rischio infortuni in età adulta è associato ad una maggior specializzazione sportiva in età giovanile. Il successo di un atleta/calciatore deriva da una programmazione a lungo termine e mai dai successi a breve termine.

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2)Tecnica calcistica e profilo fisico atletico. Non trovi che la selezione dia sempre più peso ai "muscoli" a discapito del "saper ricevere e calciare un pallone"?

Molte volte si osservano ragazzini dando priorità alla statura e alla massa corporea, non metto in dubbio che la statura e la massa corporea non siano fondamentali, ma nei settori giovanili molto spesso non tengono conto che il ragazzino che si sta osservando e valutando sia in un ritardo di crescita (crescita tardiva) e quindi i suoi livelli di forza, potenza e percentuali di massa magra sono meno marcate rispetto ad un coetaneo con stessa età anagrafica ma età biologica diversa. La maggior parte delle volte si seleziona il ragazzo che ha scarse doti tecniche ma con maturazione fisica precoce. Secondo punto da tenere in considerazione è che il calcio è uno sport che tiene conto oltre che del fattore fisico anche dalla tecnica individuale e della tattica individuale all’interno di una sfera più grande che è l’interazione con i compagni di squadra, tutto questo appoggiato sulle qualità innate del giovane ragazzino (problem solving , creatività, logica , intuizione).

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3)Età biologica ed età anagrafica. Quali differenze? Come ti spieghi che i più grandi club annoverano nelle proprie formazioni giovanili giocatori per lo più nati nel primo semestre dell'anno?

L’età anagrafica sono gli anni dell’individuo contati dal momento della nascita, l’età biologica invece, indica lo stato di maturazione biologica del singolo individuo . Ci sono vari metodi per determinare l’età biologica del singolo individuo:

  • Età scheletrica
  • Età sessuale
  • Altezza e peso
  • Altezza da seduto e lunghezza braccia

La cosa che interessa a noi persone di campo per costruire un programma allenante a lungo termine per i giovane atleta/calciatore è la curva di crescita, all’interno di questa curva il parametro da tenere in considerazione è il PHV ( Peak height velocity) che indica la massima crescita in statura nei giovani, o meglio ancora APHV (l’Age peak height velocity ) età in cui avviene il picco di crescitaLa seconda parte della domanda in breve si rifà a quello già risposto nella domanda precedente, i club non cercano di capire in quale stato di maturazione biologica è il giovane individuo e poi fare un intreccio con i dati tecnici e tattici , la maggior parte delle volte vengono ignorate queste peculiarità che sono di fondamentale importanza.

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4)Qual'è il retaggio culturale da superare o le "false convinzioni" da sconfiggere da parte di chi osserva, analizza, valuta i giovani calciatori a fini selettivi?

Molto spesso quando si analizza un giovane calciatore non si tiene conto proprio del fatto che sia un giovane ragazzino, ma piuttosto questi vengono guardati come adulti in miniatura estraniandoli dal loro contesto. Mi è capitato di partecipare sia prima come giovane calciatore e dopo come addetto ai lavori nei vari provini; il disagio trovato é molto grande da parte del giovane osservato perché sono partite secche (dentro o fuori) dove la componente psicologica di approccio al provino/gara la fa da padrona. Secondo il mio parere è necessario eliminare la vecchia concezione di "provini di un giorno" dove del resto ci sono molte componenti che determinano l’errore da parte del ragazzo, la soluzione ideale è quella di organizzare campus dove i ragazzi possono esprimersi in un ampio raggio e i selezionatori possono determinare le doti fisico/psicologico-tecnico/tattiche del singolo individuo.

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5)La crescita fisica e le sue fasi. Caratteristiche morfologiche, strutturali e atletiche dei giovani calciatori. Dalla pre adolescenza al "diventare grandi". Aspetti caratteristici e specifici per ogni fase

La crescita e la tutela del giovane atleta/calciatore è un punto che le società calcistiche devono tenere molto a cuore, molte volte mi è capitato di osservare allenamenti di squadre giovanili e la cosa che mi è sempre saltata agli occhi è l'improvvisazione e la scarsa professionalità degli istruttori che utilizzano linguaggi e atteggiamenti non congrui al giovane ragazzo, per non parlare poi dei mezzi e metodi allenanti. La cosa che vedo mancare in questi contesti è una vera e propria disciplina sportiva da parte degli istruttori. L’ allenamento giovanile e una tematica molto sottile, infatti si dovrebbero investire sempre più energie nelle strutture e nella professionalità del personale lavorativo. Per ciò che mi riguarda negli ultimi anni sto investendo nello studio delle caratteristiche del giovane atleta/calciatore per una costruzione di un programma a lungo termine al fine di creare un atleta vincente e, magari, un futuro campione. Ogni fascia di età ha caratteristiche fisiche ben determinate. Secondo il mio parere per la costruzione del giovane atleta/calciatore bisogna partire già dai primi calci per poi arrivare alla massima squadra giovanile che è la primavera.

Procediamo per gradi:

  1. Primi calci /piccoli amici. Questa è la prima fase dove vengono gettate le basi in termini di apprendimento motorio tramite l’esplorazione degli schemi motori di base sotto forma di attività ludica al fine di aumentare il loro bagaglio motorio .
  1. Esordienti . Questa e una fase in cui oltre che allenare gli schemi motori di base ed esplorare altri sport sempre sotto forma di attività ludica, è utile insegnare per gradi abilità più specifiche (come tecnica di corsa , pre-acrobatica). Tutto questo con un rapporto 70% preparazione e 30% competizione. Già in questa fase è utile osservare la maturazione biologica.
  1. Giovanissimi . Fase in cui è possibile osservare all’interno del gruppo/squadra disomogeneità di maturazione e quindi caratteristiche morfologiche diverse, il preparatore atletico deve fare molto attenzione a determinare il carico allenante per obiettivi. Questa è una fase in cui si deve lavorare sui deficit motori di base, in più ci deve essere un insegnamento delle abilità sportive generali e specifiche (insegnamento degli esercizi di pesistica e tecnica di corsa generale e specifica) . Rapporto 60% preparazione e 40% competizione.
  1. Allievi . Anche qui è possibile osservare disomogeneità di maturazione biologica, quindi è utile monitorare le fasi di crescita. L’obiettivo principale è sempre quello di valutare e lavorare sugli schemi di movimento fondamentali, in più c’è un ottimizzazione della performance (aumento volume ed intensità) privilegiando sempre più la tecnica e l’insegnamento degli esercizi , con un rapporto 50% preparazione e 50% competizione .
  1. Primavera. Questa è la categoria in cui l’obiettivo primario è sempre la valutazione e allenamento dei movimenti di base con la massimizzazione di tutti gli aspetti della performance, tenendo sempre presente che all’interno della squadra è possibile osservare dei ritardi di crescita.

Ovviamente non sono obiettivi fissi e standard per ogni categoria, è di fondamentale importanza monitorare costantemente (ogni 3 mesi) la curva di crescita del singolo individuo al fine di adattare e costruire un programma allenante sempre più individuale. All’interno di questa curva il parametro più importante da considerare è il PHV, questa ci fa capire l’allenabilità dell’individuo ( capacità dell’individuo di adattarsi ai vari carichi di lavoro, ovvero all’allenamento proposto).

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6) Il tuo stereotipo di talento calcistico da un punto di vista fisico atletico. Quali sono le valutazioni oggettive che misurano un "potenziale talento" già in età precoce?

Dagli studi condotti in tutto il mondo nelle discipline di squadra e di situazione, sembra emergere che la capacità di eseguire cambi di direzione costituisce un presupposto molto importante per la riuscita nell’elevata qualificazione. Infatti uno studio condotto dall’Istituto Basco di Educazione Fisica ha dimostrato che, al termine della fase puberale la agility sembra essere la capacità principale per determinare il successo dei giovani calciatori in percentuale molto superiori rispetto ad altri parametri fisiologici come il Vo2Max e la velocità lineare. In un altro studio della John Moores University di Liverpool le misure che consentivano di discriminare più efficacemente il livello competitivo erano rappresentate dalla capacità di anticipazione, dalla capacità di sprint e dall’agility. Ovviamente questo è solo il parametro fisico, perché come sappiamo il tutto deve essere integrato con altri sistemi facente parte della sfera calcistica.

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7) Il nostro motto è: - Valorizzare il giovane per valorizzare il calciatore". Ritieni giusto che per rilanciare il calcio giovanile la strada corretta sia "osservare" il giovane in tutti i suoi aspetti? Cosa pensi del progetto calcioscouting?

Condivido pienamente il vostro motto, bisogna valorizzare il giovane con tutto quello che lo riguarda andando ad osservare tutte gli aspetti della sua vita sportiva e non solo. Dal punto di vista sportivo è importante avere un quadro a 360° dell’individuo al fine di indirizzare programmi allenanti per la tutela e maturazione del talento sportivo. Il progetto calcioscouting è veramente molto interessante, in quest’era dove il livello del calcio italiano giovanile è calato visibilmente è di fondamentale importanza affidarsi a persone e professionisti del settore che abbiano a cuore la crescita e la valorizzazione del giovane atleta/calciatore. Penso che ogni società calcistica che progetta con metodo il proprio settore giovanile debba investire su persone come voi per valorizzare e far crescere il futuro calciatore. A volte si chiedono prestazione a giovani calciatori al di fuori della loro portata solo perché si pensa che siano già pronti e formati e poi finirli per “bruciare”, come si dice in gergo.

Gennaro Falanga 

Per contatti: falanga_gennaro@alice.it

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2 Risposte

  1. 6 marzo 2017

    […] atletico Gennaro Falanga, dopo il suo post sul potenziale fisico del calciatore (Clicca QUI), risponde ad alcune domande per fornire ulteriore contributo a chi, come noi, osserva il […]

  2. 22 maggio 2017

    […] calciatori correre, con cognizione di causa, dietro un pallone. Con un pallone. Dove la prestanza fisico atletica (troppo ricercata come parametro selettivo nei settori giovanili!) è ben integrata nella […]

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