Giovani talenti “made in Italy”. Istruzioni per l’uso.

Un passo indietro studiando insieme a te alcuni numeri delle passate stagioni per fare alcune considerazioni, in particolare sui dubbi gestionali dei club italiani.

Partiamo da lontano: stagione 1994/95 campionato di serie A a 18 squadre; tesserati 501 calciatori con una presenza straniera del 12,97% (65 calciatori). Stagione 2014/15, esattamente 20 anni dopo, campionato a 20 squadre: tesserati 555 di questi 304 sono stranieri (54,7%)! Dalla sentenza Bosman una vera e propria rincorsa allo straniero!

Altro dato interessante e considerazione doverosa relativa alla performance: da un’inchiesta pubblicata nell’ottobre del 2014 dalla “Gazzetta dello Sport” si evince che “il rendimento dei calciatori italiani è più alto di quelli stranieri“. La ricerca metteva in relazione il rendimento con il guadagno di giocatori e allenatori. Non solo: nelle precedenti tre stagioni i calciatori italiani convengono di più rispetto a quelli stranieri!

Non la pensano così i club italiani che continuano ad investire su giocatori oltre confine, altro che giovani talenti “made in Italy”! A sessione di mercato invernale conclusa nel gennaio 2015, nelle due squadre capitoline giocano 12 calciatori italiani su 52, uno su quattro non è italiano! Nello stesso periodo Rafa Benitez, allora allenatore del Napoli, ha in rosa 4 italiani su 26 calciatori. L’inter invece conta 6 italiani su 27. Numeri significativi e paradossali visto che, alla luce della lettura del Report Calcio 2014 proprio Lombardia, Lazio e Campania contano il maggior numero di calciatori tesserati con un bacino ampio di “potenziali” talenti da cui attingere!

Verrebbe da dire: con gli stranieri arrivano le vittorie? Neanche a pensarlo! Il Parma ha vinto l’ultima Europa League (coppa UEFA) quando correva l’anno 1999, mentre la Champions League è stata conquistata dall’Inter nel 2010 quando alla guida della squadra c’era Josè Mourinho e 11 calciatori stranieri in campo, vittoriosi contro il Bayern di Monaco. Ci è andata vicino la Juventus nella finale 2015 persa contro un Barcellona “stellare” schierando 5 calciatori italiani considerati “veterani” (Buffon, Barzagli, Bonucci, Marchisio, Pirlo).

Altri dati interessanti e ancor più impietosi fotografano il calcio italiano: età media più alta confrontata con i principali campionati europei (27,3 anni) dove l’Olanda detiene il primato di campionato più longevo (24,2 anni). Quintultimi per calciatori che, dalla primavera, approdano in prima squadra: 0,3 per ogni club! Dalle squadre italiane partecipanti al Torneo di Viareggio di quattro anni fa sono arrivati in serie A non più di due giocatori per squadra. Imbarazzante…

In Italia i calciatori che hanno giocato perlomeno tre anni in un vivaio di una squadra di serie A per poi continuare la loro esperienza con la stessa maglia sono appena 8 su 100, la percentuale più bassa d’Europa! E negli altri paesi come sono messi? In Francia il 23,6% dei calciatori proviene dai vivai, in Spagna il 21,1%, in Olanda il 20,6%, in Germania il 16,6%, in Inghilterra il 13,6%.

Football Observatory nel novembre 2014 ha stilato una classifica dei migliori vivai del mondo in virtù di calciatori che, cresciuti nel proprio vivaio, giocano attualmente in uno dei 5 maggiori campionati del mondo: tra i primi 50 vivai solo 5 club sono italiani: ATALANTA (9° con 22 calciatori), INTER (19° con 18 calciatori), ROMA (20° con 17 calciatori), EMPOLI e MILAN (34° con 14 calciatori). Un plauso alla realtà bergamasca e alla piccola società toscana, entrambe attente nella valorizzazione dei giovani talenti “made in Italy”. Inoltre il campionato italiano è ultimo con 114 milioni di euro per incassi dalla vendita dei giovani. 

Ed eccoci all’oggi, pronti ad immergerci in quello che un tempo era considerato il “campionato più bello del mondo”. Dai dati a disposizione emerge che gli stranieri rappresenteranno all’incirca tra il 55 e il 60% del totale dei calciatori impiegati tra l’undici titolare. Tra i 90-100 calciatori italiani che avranno la fiducia dei propri staff tecnici pochissimi calciatori sono giovani o giovanissimi. Vediamoli da vicino sperando in una loro prestazione da 10!

Tra i portieri sarà NICOLA LEALI del FROSINONE (22 anni e già 29 presenze in serie A) il più giovane portiere della serie A a scendere in campo domenica prossima. Come difensore esterno di destra ALESSANDRO FLORENZI, 24 anni, è nella nostra lista dei giovani in vetrina, calciatore della ROMA in cerca di consacrazione che vanta già più di 100 presenze in serie A e 7 presenze in Nazionale maggiore. ROBERTO CRIVELLO, difensore esterno sinistra del FROSINONE è esordiente assoluto nella massima serie. Come difensori centrali menzioniamo FEDERICO BARBA (22 anni da compiere) dell’Empoli, già 18 presenze in serie A e ALESSIO ROMAGNOLI (classe ’95) passato recentemente al MILAN dalla Roma per 30 milioni di euro! Su di lui vengono riversate molte aspettative dalla società rossonera forte di un talento che ha già avuto modo di esprimersi grazie alle 43 presenze in serie A tra Roma e Sampdoria.

Veniamo alla linea di centrocampo dove merita una citazione DANILO CATALDI (21 anni) calciatore della LAZIO che nella stagione passata ha ben impressionato per il suo dinamismo. 16 presenze in serie A e 7 in nazionale Under 21 con un gol all’attivo. Altro giovane debuttante MIRKO GORI, 22 anni, centrocampista del FROSINONE che vanta 29 presenze in serie B con un gol (2014-15). Nel trio di centrocampo inseriamo DANIELE BASELLI, bresciano di 23 anni acquistato dal TORINO nell’ultima sessione del mercato estivo proveniente dall’Atalanta: per lui 50 presenze in serie A e 2 gol all’attivo. 

Reparto offensivo. Se parliamo di futuro viene in mente DOMENICO BERARDI, 21 anni appena, rappresenta una garanzia assoluta per il SASSUOLO, squadra di appartenenza con la quale il calciatore ha realizzato 42 reti in tre stagioni di cui 31 in serie A dove vanta 61 presenze. In Nazionale Under 21 vanta 12 presenze e 2 gol. Occhi puntati su SAMUELE LONGO, punta centrale del FROSINONE, anni 23 con alle spalle un’esperienza all’Espanyol (18 presenze e 3 gol), mentre in Italia non è ancora riuscito a timbrare il cartellino nonostante le 29 presenze in serie A. In nazionale Under 21 vanta 17 presenze e 4 reti. Probabile anno della consacrazione per MANUEL PUCCIARELLI, 24 anni attaccante dell’EMPOLI  dopo i 5 gol della stagione 2014-15 come debuttante in serie A. Non male come inizio. A tutti loro e agli altri calciatori non menzionati un grande in bocca al lupo!

(I dati statistici presenti nell’articolo sono stati estrapolati dal libro di Mirko Nuzzolo e Enrico Turcato – Stanieri – ultra sport)

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