La chiave del successo: trasmettere fiducia al giocatore e alla squadra!

Trasmettere Fiducia al Calciatore e alla Squadra

Questo articolo ha un’importanza fondamentale per chi desidera lavorare con i giovani e ottenere insieme a loro risultati tangibili. Se è vero infatti che tramettere competenze tecnico e tattiche è funzionale al raggiungimento di determinati obiettivi, è altrettanto vero che il comportamento, o meglio, l’approccio mentale del giocatore all’allenamento e alla partita (visione positiva) è da considerarsi fattore determinante nel dare efficacia alla propria performance! Visto che si parla di visione positiva va da se che parliamo di FIDUCIA! Nello sport aver fiducia nelle proprie capacità è assolutamente indispensabile per ottenere dei risultati. Ma come possiamo definire la fiducia?

La FIDUCIA è l'attitudine coraggiosa all'APERTURA e alla VISIONE POSITIVA che induce il giovane calciatore a partecipare attivamente, a progettare il proprio percorso di crescita, a incontrare gli altri e se stesso. Allenare alla fiducia significa dunque incidere positivamente sulla sfera intima dei giovani calciatori, significa stimolarli e accompagnarli lungo il percorso di vita che li porterà a fare il salto” nel mondo dei "grandi", così che non abbiano timori nell'affrontare situazioni a volte negative.

Per un allenatore riuscire a trasmettere fiducia al singolo giocatore e a un gruppo squadra diventa dunque PRIORITÀ ASSOLUTA…, un atto IRRINUNCIABILE. In un gruppo squadra dove alla base c’è un rapporto improntato sulla fiducia si assiste ad un INCREMENTO della VELOCITÀ DI APPRENDIMENTO e i risultati prefissati si ottengono in TEMPI MINORI!  Da allenatore ti starai chiedendo: – quale azione posso mettere in atto per trasmettere fiducia al singolo giocatore e al mio gruppo/squadra così da ottenere dei risultati? Cercherò di risponderti brevemente. Iniziamo con il dire che la fiducia si esprime su più livelli.

Vediamoli più da vicino e con molta attenzione perché quello che stai per leggere rappresenta la “CHIAVE DI VOLTA DEL SUCCESSO” non solo con i giovani calciatori, ma anche con gli adulti! Detto questo:

IO ALLENATORE” sono chiamato ad aver:

  • FIDUCIA nel calciatore e nella squadra: questo livello rappresenta l’elemento primario, che “apre”, che “unisce” e che “libera” le potenzialità della persona e del gruppo;
  • FIDUCIA in me stesso: nelle mie capacità professionali (tecnico-tattiche), relazionali (capacità di ascoltare l’altro – empatia) e di gestione delle dinamiche di un gruppo;
  • FIDUCIA nella relazione: tutti sono chiamati a “dare e ricevere” in maniera naturale, senza forzature, con schiettezza e flessibilità; il risultato è un potenziamento della relazione e un accrescimento delle competenze di tutti a 360°! 

STRAORDINARIO!!! 

Se alla base del mio rapporto con il singolo e con la squadra c’è un sano rapporto di fiducia “reciproca” VINCIAMO TUTTI ! Facciamo un altro piccolo passo e diamo seguito alla risposta precedente rispondendo a un’altra domanda:

“IO ALLENATORE” che caratteristiche devo possedere per ottenere la fiducia di un giovane calciatore e del mio gruppo/squadra?

Due di queste caratteristiche fanno riferimento al CARATTERE e sono:

INTEGRITÀ: si basa sui valori interni dell’allenatore dove l’umiltà, il mettersi in discussione e dire la verità rappresentano i capisaldi della fiducia. Si può essere dei bravi comunicatori, abili nell’esporre un modulo di gioco, ma se non diciamo la verità non avremo mai la fiducia dei ragazzi;

INTENTO: chiarezza nella definizione degli obiettivi; i giovani si fidano se l’intenzione esposta è chiara e non ambigua. Una persona ambigua, che nasconde alcune informazioni, è percepita come non meritevole della fiducia. Aspettative e  finalità vanno enunciate e chiarite SEMPRE! Una comunicazione non chiara porta solo confusione e perdita di fiducia.

Le altre due caratteristiche fanno riferimento alle COMPETENZE:

LE CAPACITÀ

Qui si entra nello specifico, nel campo delle competenze, del saper fare. Non è sufficiente essere una “brava persona” per essere un bravo allenatore di calcio giovanile. A tal proposito riporto un espressione “forte”di un autore americano che dice – “se non hai capacità sei come un ceppo, sostanzialmente inutile”. Spesso è sulle capacità che “casca l’asino”. Un allenatore deve necessariamente possedere competenze specifiche su tutto ciò che riguarda l’educazione del giovane calciatore. In questo caso "educare" (tirare fuori) sta a significare la capacità di far emergere tutte quelle qualità che caratterizzano ogni giocatore e "fonderle insieme" per dar vita alle "qualità di squadra". Competenze tecnico-tattiche, psicologiche, educative, comunicative, relazionali devono necessariamente appartenere al bagaglio culturale dell'allenatore! Con buone capacità è molto probabile che si raggiungano i...

I RISULTATI

Nello sport in generale, nel calcio in particolare, i risultati contano più di tante promesse e discorsi! Quando si analizzano i fatti concreti di quell'allenatore, ossia i risultati presenti e passati, ci si rende conto se è meritevole della fiducia futura. Per chiarire meglio il concetto riferito ai risultati è importante ricordare che il bravo allenatore non è unicamente colui che vince i campionati (spesso non è neppure così!); il bravo allenatore è la persona che sa trarre il meglio da ogni singolo individuo, che sa fondere in un "unico corpo" le varie personalità affinché, ognuna di esse, possa contribuire con le proprie competenze e la propria personalità al risultato di squadra. Un allenatore, forte della sua integrità morale, dei suoi obiettivi dichiarati e condivisi, consapevole delle proprie competenze tecniche avrà necessariamente un riscontro sul campo anche in termini di risultato.             

HOME

Potrebbero interessarti anche...

4 Risposte

  1. sergio marsiolo ha detto:

    Non so’ se posso chiedere un consiglio,comunque il mio problema e’ questo.Ho un figlio di 15 anni che gioca a calcio a 5 categoria giovanissimi,il giorno 18/04/2014
    insieme alla sua squadra e’ diventato campione regionale di categoria e dovra’ affrontare ora la fase nazionale tecnicamente buono e con altre doti, ma il problema e’ che secondo molte persone gioca un po’ con il “freno tirato”e quindi nonsi esprime al meglio,quale potrebbe essere la soluzione per permettergli di giocare tranquillo e oltretutto divertendosi anche di piu’ che poi e quello che a me interessa di piu’.Scusandomi se sono stato lungo nella descrizione vi ringrazio anticipatamente se avete del tempo per rispondermi.Grazie

    • CalcioScouting ha detto:

      Prima di tutto complimenti per la vittoria di tuo figlio. Riuscire ad ottenere un buon risultato sul campo sicuramente contribuisce ad aumentare il livello di autostima. Per ciò che concerne il problema da te menzionato, sarebbe utile capire chi sono le “persone” che ritengono che giochi con il “freno a mano tirato”….E’ il Mr, genitori di compagni di squadra, o chi altri? Anche secondo te gioca con il freno a mano tirato? Tuo figlio “sente” questo problema oppure pensa che le sue prestazioni siano positive?
      L’aspetto importante e fondamentale penso sia il “divertimento”, che va sempre ricercato in ogni attività sportiva, anche a livello agonistico.
      Auguro a Te e tuo figlio un buon proseguimento di giornata.

  1. 29 novembre 2016

    […] poté così affermarsi al massimo livello mentre Sebes acquisì, da questa esperienza, maggiore fiducia per il lavoro futuro mettendo più cura nello “studio della personalità dei calciatori […]

  2. 25 febbraio 2017

    […] PROPRI ERRORI, i PROPRI LIMITI e NON SCARICA su altri colpe e responsabilità. Ha FIDUCIA in SÉ e NEL COMPAGNO al quale CONCEDE, ricambiato, il MASSIMO […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *