LA FAVOLA “MONACO”

LA FAVOLA-MONACO

Cosa c’è dietro a quella che potrebbe essere la migliore annata di sempre per i monegaschi? Uno sguardo al settore giovanile.

C’era una volta, in un regno lontano lontano…

Beh, non proprio. In realtà, qui si parla di un principato, e anche abbastanza vicino. A Montecarlo, però, non arrivavano così in alto in Europa dai tempi di Didier Deschamps in panchina (stagione 2003-04, finale persa contro il Porto di un giovanissimo Josè Mourinho), e allora si può ben parlare di favola…

Una favola che, comunque, poggia su solide basi: dopo la clamorosa retrocessione in Ligue 2 nel 2010, la maggioranza del club è stata rilevata dal magnate russo Dimitrij Rybolovlev, che nel 2012 ha affidato la panchina a Claudio Ranieri, fornendogli il materiale umano necessario per risalire nella massima serie francese: sono arrivati nel principato Andrea Raggi e Lucas Ocampos, mentre facevano già parte dell’organico Yannick Ferreira Carrasco, Danijel Subasic, Valère Germain e Layvin Kurzawa.

Con il ritorno in Ligue 1, Rybolovlev ha cominciato a metter mano seriamente al suo portafogli, e, con una spesa complessiva di 166 milioni di euro, si è assicurato le prestazioni, tra gli altri, di Radamel Falcao, Joao Moutinho, James Rodriguez, Jeoffrey Kondogbia, Fabinho, Eric Abidal, Ricardo Carvalho ed Anthony Martial, una parata di stelle che tuttavia non è bastata ad arrivare più in alto del PSG, fruttando un secondo posto che ha permesso il ritorno in Champions League.

Nell’estate 2014, per via di problemi legati al fair play finanziario e alla vita privata del presidente, ci sono state alcune cessioni illustri, ma al calo della qualità dell’undici titolare si è risposto con un miglioramento delle infrastrutture e della gestione societaria; il Monaco è diventato una fucina di giovani talenti affiancati a giocatori d’esperienza, un mix esplosivo che il nuovo tecnico Leonardo Jardim ha saputo far funzionare piuttosto bene fin da subito. Due terzi posti, fino ad arrivare alla stagione in corso, che vede Falcao e compagni di fronte alla Juventus per giocarsi la finale di Cardiff.

Dei vari Mbappé, Bakayoko, Bernardo Silva, Lemar, Mendy, si è parlato in lungo e in largo negli ultimi mesi… Vediamo invece cosa c’è sotto.

Foto tratta dal sito della società As Monaco

Vadim Vasilyev, amministratore delegato e vicepresidente, ha contribuito molto alla crescita dell’ambiente sereno che circonda lo stadio Louis II. Vista l’impossibilità di tornare a piazzare grandi colpi di mercato, adesso si punta al crescere in casa i propri talenti e a portare a La Turbie (sede degli allenamenti di settore giovanile e prima squadra) alcuni dei migliori giovani in circolazione. La rete di scouting del Monaco non ha nulla da invidiare a quelle dei principali club europei, e inoltre esiste un canale preferenziale fra la società e Jorge Mendes, il famoso agente, che spesso e volentieri piazza a Montecarlo i ragazzi più promettenti della sua scuderia.

Non stiamo parlando del miglior settore giovanile francese – almeno a queste età, primeggia ancora l’Olympique Lyon – ma sicuramente, dopo il vuoto che hanno lasciato Trézeguet, Hénry ed Evra tra la fine del secolo scorso e l’inizio del Nuovo Millennio, è una realtà in vertiginosa crescita. Lo confermano due dati: la frequenza con la quale i “canterani” vengono aggregati da Jardim alla sua squadra, per poi esordire e, in molti casi, giocare con continuità, e gli ottimi risultati ottenuti dall’Under 19 monegasca, che, pur priva di molti dei suoi migliori giocatori, promossi appunto piuttosto precocemente ma con straordinari risultati fra i “grandi”, si è spinta fino agli ottavi di finale di Youth League (competizione UEFA dedicata alle selezioni U-19 dei club partecipanti alla Champions e alle squadre vincitrici dei campionati giovanili nazionali delle prime 32 federazioni del ranking).

Soffermiamoci un attimo, prima di concludere, su quest’utimo punto: nella Youth League 2016/2017, da poco terminata con la vittoria del Salisburgo sul Benfica, il Monaco ha superato la fase a gironi piazzandosi al secondo posto dietro al CSKA Mosca e davanti a Tottenham e Bayer Leverkusen; l’ha spuntata sulla Roma di Alberto De Rossi nei sedicesimi di finale, per poi arrendersi alla semilfinalista Real Madrid agli ottavi, col punteggio di 3-4. Un buon risultato per la squadra allenata da Frédéric Barillaro, che ha messo in mostra talenti come Mbaé, Sylla, il bomber Cardona e Adrien Bongiovanni, folletto italo-belga che, siamo sicuri, farà parlare molto bene di sé.

Potendo contare su di un futuro così roseo, non resta difficile capire come mai nel principato, e non solo, i tifosi siano così esaltati… Se poi si tiene conto che lo stadio Louis II è costruito sulla sommità di un palazzo, allora siamo davanti ad una conclusione più che logica: il Monaco tocca il cielo con le dita!

 


Federico Targetti

Calcio Giovanile&Dintorni

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