La scelta della soluzione ideale

Nel calcio moderno assistiamo, soprattutto in tempi recenti, ad un’accurata gestione della fase di possesso palla, quasi maniacale e stucchevole direi. Squadre che fanno del possesso palla una filosofia di gioco, consce che, avere il possesso palla per molti minuti nell’arco dell’incontro significa sottrarre tempo e possibilità al gioco offensivo degli avversari. Una sorta di, passatemi il termine, “difensivismo” ad oltranza in fase di possesso palla…, è un modo di interpretare le partite, niente da dire…;

dal mio punto di vista questo concetto è troppo spesso esasperato, si pensa al possesso palla e poco a concludere a rete, venendo meno al principio generale della fase di possesso palla che rimane quello di “avvicinarsi alla porta avversaria per realizzare una rete! Il calcio è spettacolo ed è legato indissolubilmente alla realizzazione dei gol! Del resto non tutte le squadre possono riferirsi al possesso palla del Barcellona, quella sorta di fraseggio prolungato a uno o due tocchi che “ipnotizza” gli avversari fino a fargli perdere posizioni e riferimenti…, per poi colpire con la velocità e l’abilità tecnica dei suoi attaccanti!

Nonostante la “mostruosa” capacità tecnico-tattica, anche la squadra catalana nelle stagioni passate ha sofferto, soprattutto in termini di risultati; gli avversari hanno preso le contromisure, soprattutto sul piano “mentale”, aumentando considerevolmente il “focus attentivo“, riuscendo spesso a sopperire allo strapotere tecnico dei blaugrana. Il bello del gioco del calcio è la sua evoluzione, e le “variabili” sono pressoché infinite…per questo c’è sempre da imparare, modificare, correggere uno stile di gioco, una tattica o qualsiasi altro aspetto che non permette l’ottenimento del risultato e, aggiungo, dello spettacolo!

Detto questo, tornando all’aspetto didattico dell’articolo e prendendo a riferimento il post precedente, abbiamo visto come dribbling, riferimento avanzato, sostegno arretrato e appoggio laterale rappresentano una sorta di unità ideale minima per dare “soluzione di gioco” al portatore di palla. Domanda:

SECONDO TE QUALE POTREBBE ESSERE LA SCELTA DELLA SOLUZIONE IDEALE?

In riferimento al principio generale del gioco d’attacco che prevede l’avvicinarsi alla porta avversaria per realizzare una rete, sarebbe auspicabile per il portatore il passaggio al riferimento avanzato. Il concetto non fa una piega, il riferimento avanzato permette di avvicinarsi all’obiettivo in maniera diretta…; ma qual’è il rischio della squadra che fa del riferimento avanzato l’unica soluzione di gioco? Te lo lascio immaginare…, mi permetto solamente di fare una considerazione dicendo di non essere “allineato”, a livello tattico, a tutti quegli allenatori di settore giovanile che trovano l’unica soluzione ideale nel riferimento avanzato:

chi attua una simile “esasperazione tattica” in funzione del risultato va contro i principi dell’apprendimento globale del giovane e della squadra. L’obiettivo “qualitativo” è quello da ricercare, sempre e comunque! Andiamo avanti: il riferimento avanzato è dunque la soluzione ideale più conveniente rispetto alle altre: nel caso in cui il portatore “non veda” il riferimento avanzato, potrà trovare soluzioni diverse, in particolare l’appoggio laterale, tramite circolazione palla o un cambio gioco nella zona “aperta del campo”, per dar modo al compagno ricevente di verificare la possibilità di cercare un riferimento avanzato e di avvicinarsi alla porta avversaria.

L’altra possibilità è data dal sostegno arretrato, a cui il portatore può ricorrere nel caso le scelte precedenti non siano percorribili. In ultimo, se il portatore è privo di “aiuti”, può attendere che la situazioni cambi oppure scegliere di avventurasi in un dribbling. Riassumendo: secondo il principio generale della fase di possesso palla, la scelta della soluzione ideale, in termini preferenziali è la seguente:

  • VERTICALIZZAZIONE SUL RIFERIMENTO AVANZATO
  • CIRCOLAZIONE O CAMBIO GIOCO SULL'APPOGGIO LATERALE
  • PASSAGGIO INDIETRO SUL SOSTEGNO ARRETRATO
  • DRIBBLING

La sequenza esposta non vuole e non deve essere letta come “legge assoluta”, l’ordine sequenziale può essere completamente sovvertito dal portatore di palla che può dare “lettura della situazione in modo che la sua soluzione ideale sia diversa dall’ordine appena esposto. Ricordo che i modelli logici sono semplici riferimenti e non vanno mai interpretati rigidamente. E’ comunque importante per un allenatore di settore giovanile conoscere quali possibilità ha il proprio giocatore portatore di palla in modo da poter incidere in modo positivo sull’evoluzione e sulla scelta della soluzione ideale da compiere in un determinato contesto di gioco. 

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2 Risposte

  1. 11 novembre 2016

    […] può indicare la capacità del giovane calciatore di confrontarsi con il mister nella ricerca di soluzioni di gioco. Un allenatore che interpella frequentemente un ragazzo può farlo infatti sia perché è […]

  2. 1 marzo 2017

    […] notare come sia sempre in effetti la tattica italiana ad avere un ruolo primario nel suscitare interesse nei calciatori stranieri. Meno bello il […]

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