Analisi e origine del gesto tecnico e del comportamento tattico

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6 Risposte

  1. nicola mazzeo ha detto:

    Ottimo articolo Roberto. Da tempo ero alla ricerca di dati scientifici di questa natura. Di notevole spessore è in particolare la parte riguardante gli analizzatori e in generale quella sulla psicocinetica. Io alleno il mio bambino ( 04.10.2007 ) che gioca nel gruppo scelto dei piccoli amici del prato. A sette anni e poco più gli ho visto fare cose in campo da ” brividi” come fermare la palla, alzarla in palleggio di destro, fare un sombrero all’avversario ( 2006 ) e crossare al volo di sinistro oppure ricevere una palla rasoterra e di prima girarla di sponda sul piede di un compagno in modo preciso, o in un contesto dinamico portar via la palla di petto o di testa e concludere al volo, fare lanci con il pallone che giunge preciso sui piedi del compagno e così via. Lo so a te sembrero’ il classico genitore particolarmente
    “fogato” ( preciso che alle partite non apro bocca ) che perde la necessaria lucidità nel vedere il proprio bambino esibirsi in un campo di calcio e pensa come tanti che il suo sia il migliore del mondo. Io però mi sono appassionato a questi aspetti provando a capire da cosa può originare un gesto tecnico di qualità sopraffina e non avendo nozioni scientifiche mi sono detto che sono cose non spiegabili perché la classe, il talento li assegna Dio direttamente e ai non assegnatari non resta che fare da spettatori.

    • CalcioScouting ha detto:

      Caro Nicola, ti ringrazio del contributo e ancor più che ti sia piaciuto l’articolo pubblicato. Mino Favini, responsabile del Settore Giovanile dell’Atalanta, la chiama attitudine. Sto parlando di quella dote che permette al ragazzo di compiere i gesti tecnici con estrema naturalezza. Da quel che mi scrivi, tuo figlio ne possiede eccome! Concordo con te che ciò è una dote naturale, ereditata dai genitori o per mano del Creatore, non credo invece che il talento appartenga a pochi, tutt’altro. Anche se non evidenziato da un gesto tecnico naturale, penso invece che ai nostri giovani, soprattutto in molti contesti e molte società, sia privata la possibilità di esprimersi e di mostrarsi per “quello che sono” sulla base di obiettivi che non “sentono” loro. Sto parlando del risultato sportivo immediato e, troppo spesso, a qualunque costo. L’argomento richiede tempo ma se vuoi puoi approfondire leggendo i molti articoli pubblicati in tal senso. In bocca al lupo per tuo figlio.

      • nicola mazzeo ha detto:

        Buongiorno Roberto. Grazie per l’in bocca al lupo per il mio bambino ( Brando ) e naturalmente ” crepi il lupo”.
        Credo che il calcio giovanile sia immerso in una confusione totale dove regna il dilettantismo di tecnici e addetti ai lavori e dove anche la federazione fatica ad aggiornarsi, perché continua ad inserire troppi elementi di tipo sociologico e pochi elementi di tipo tecnico-evolutivi. faccio un esempio per trasferirmi nel mondo della chiarezza e della praticità: A fine Marzo ho portato il mio bambino al torneo internazionale di tutte le escola del mondo del Barcellona; ha partecipato rappresentando il team Italia alle gare della categoria 2007-2008. Il regolamento prevedeva un tempo di 25 minuti, il campo di gioco era almeno il doppio in larghezza e lunghezza di quelli utilizzati in Italia per la stessa categoria, le porte molto più larghe ed alte delle nostre, si giocava in sette, con il fuorigioco e senza possibilità di passaggio volontario al portiere, c’era il contro-fallo sulle rimesse laterali errate, l’arbitro di federazione con l’apposita divisa. Questo per dire che ai bambini, con i dovuti accorgimenti viene insegnato e fatto giocare il calcio nella sua versione veritiera e non come in Italia dove ci sono auto-arbitraggio, rimesse laterali ripetute, passaggi indietro al portiere, niente fuorigioco, non si può attaccare il difensore prima del primo passaggio, si gioca in cinque, a volte, in campetti e con porte di dimensioni ridicole. Nessuno perde di vista che sono dei bambini, ma qual’è l’esigenza di insegnargli cose di questo genere? un piccolo aneddoto: nella prima partita disputata al mini-estadi il mio bambino si è visto annullare il suo secondo goal, è rimasto per qualche attimo interdetto: era in fuorigioco!!!!!!!!!!!!
        Conclusivamente, voglio dire, che nel nostro paese mancano veri esperti della materia, capaci di studiare di continuo, aggiornarsi, e creare fasi evolutive. Gli incarichi a tutti i livelli sono solo prebende, rendite di posizione, possibilità di esprimere potere e niente altro. lo avevo già scritto una volta, aveva ragione Bartali: E’ tutto sbagliato è tutto da rifare. un caro saluto

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