Ruolo e attitudini del centrocampista moderno

CHE CENTROCAMPISTA SEI? 

Meglio essere precisi!

 “In che ruolo giochi?”

-“Centrocampista”.

Questa risposta non è inusuale. Ma è appropriata? E, pensandoci bene, è chiara? In realtà una risposta così generica non consente di definire il “ruolo di posizione“, classificazione che invece è molto più utile e particolareggiata che, insieme all’attitudine (e alla sotto attitudine!), identifica le particolarità tecnico-tattiche del calciatore. Torneremo sull’argomento con approfondimenti. Il centrocampo è la zona nevralgica del terreno di gioco, quella in cui si decidono le sorti di tutte le partite, e i centrocampisti hanno nelle mani, o meglio, nei piedi (e soprattutto nella testa!), le chiavi di ogni singola azione, sia essa vincente o meno. Gli attaccanti finalizzano il lavoro offensivo dei centrocampisti, mentre i difensori sono agevolati da quello in fase difensiva. Tuttavia, i centrocampisti “completi”, quelli che Sacchi definisce “a tutto campo e a tutto tempo“, si contano sulle dita di una mano. E allora vediamo insieme quali e quante sono le particolarità e quanti ruoli “di posizione” possono essere ricoperti a centrocampo.

Cominciamo!

CENTROCAMPISTI ESTERNI

Esterno di centrocampo: nella linea dei centrocampisti, gli esterni hanno il compito di presidiare le fasce, con l’obiettivo di raggiungere la linea di fondo ed effettuare un traversone per gli attaccanti; non sono esentati da compiti difensivi, ma la presenza, alle loro spalle, dei due esterni difensivi in un ipotetico 1-4-4-2, favorisce la loro spinta offensiva. Nel calcio moderno, l’esterno è sempre più spesso chiamato ad accentrarsi, visto che molti allenatori decidono di schierare i loro giocatori di fascia sul lato opposto rispetto al piede naturale, per sfruttare meglio le loro abilità nel dribbling.

ATTITUDINI:

  • Florenzi- Centrocampista esterno Roma

    Difensivo —> spesso un terzino avanzato sulla linea dei centrocampisti, magari per aiutare il compagno di fascia (1-4-3-3) con un avversario particolarmente in gamba. Bravo nell’uno contro uno in difesa e ordinato nelle fasi di gioco. Un esempio in questa posizione di campo può essere rappresentato da Florenzi, calciatore della Roma, che oltre ad “abilità difensive” possiede attitudine di primo livello ad attaccare  l’ampiezza in fase di possesso palla rendendosi utile in fase d’attacco alla porta avversaria

  • Di spinta —> molto abile nella corsa e nei cross, chiamato spesso in causa con passaggi filtranti o lanci lunghi sull’esterno. Il piede preferito, generalmente, corrisponde al suo lato forte su cui è schierato. Calzante è l’esempio di Candreva che esprime qualità ed efficacia sia in rifinitura che in fase conclusiva.
  • Fantasista —> fa del dribbling la sua qualità migliore, con piedi buoni e una gran visione di gioco per innescare le punte o per concludere a rete rientrando sul suo piede preferito (spesso impiegato a piede “invertito”). Mahrez in questa posizione ha reso possibile il miracolo del Leicester nella stagione 2015/16! Sgravato da compiti di marcatura e adeguatamente “coperto” e coadiuvato dai compagni di squadra è riuscito grazie alla regia sapiente di mister Ranieri a “rompere” gli equilibri delle partite innescando transizioni micidiali e garantendo gol (17) e assist (10). Straordinario!
  • Tornante —> uno dei ruoli più dispendiosi in assoluto. Non ci sono attitudini diverse, perché il tornante ha un compito ben preciso: correre. Deve coprire tutta la fascia, compensando la mancanza dei terzini nei moduli che prevedono la difesa a tre, senza dimenticarsi di recapitare palloni buoni a centro area e di offrire appoggio in ampiezza per la costruzione della manovra. Insomma, offensivo e difensivo insieme, per garantire la solidità che caratterizza da sempre gli schieramenti come il 1-3-5-2. Lichtsteiner  è un egregio interprete del ruolo. Tecnica grezza, forza, resistenza e una gran carica agonistica rendono la performance  dell’esterno bianconero sempre all’altezza.

CENTROCAMPISTI CENTRALI

Centrale di centrocampo: lavora in coppia in uno schieramento a quattro in un tipico 1-4-4-2, tra l’esterno e il proprio omologo di destra/sinistra. Generalmente uno dei due è più difensivo e l’altro più offensivo, ma non mancano eccezioni. I centrali di centrocampo sono incaricati di unire i reparti, tessere le trame di gioco e interrompere le azioni avversarie, compiti variegati che richiedono molte doti, una su tutte la leadership che deriva dalla posizione nel cuore dello scacchiere tattico dell’allenatore.

ATTITUDINI (per quanto riguarda i CENTROCAMPISTI CENTRALI, le attitudini possono coesistere e convergere, quando tutte presenti, nel “centrocampista completo”):

  • Regista —> piedi educati e spiccata visione di gioco uniti alla rapidità di scelta e all’intelligenza calcistica. Dai piedi del regista passano tutte le azioni di una squadra. Gode della fiducia più totale dei suoi compagni e dell’allenatore. Nella stagione 2016/17  Nemanja Matic rappresenta lo stereotipo nel Chelsea di Conte. Mancino naturale ha un grande senso della posizione e una buona tecnica di base. Eccelle nel dribbling e nei passaggi completati sia sul lungo che sul corto (ottime le statistiche di riuscita). Forte fisicamente è quasi impossibile da spostare nei contrasti. Dall’alto del suo metro e 94 centimetri si dimostra molto forte nei colpi di testa diventando un pericolo costante sui calci piazzati. Efficace in rifinitura (7 assist a dicembre 2016!), meno in fase realizzativa.  In fase di non possesso sfrutta lo strapotere fisico sulle palle alte; schierato davanti alla difesa, assicura un ottimo filtro recuperando tanti palloni
  • Incontrista —> se il regista costruisce l’azione, l’incontrista la rompe. Il suo mestiere è sradicare il pallone dai piedi degli avversari e consegnarlo in quelli del suo compagno di reparto, sfruttando il senso della posizione, una grande grinta e la capacità di comprendere le intenzioni degli altri prima di tutti. Non è un caso che come esempio nel ruolo portiamo il compagno di Matic nel Chelsea. Stiamo parlando di Kantè. Giocatore francese rivelazione nella stagione 2015/16 nel Leicester campione d’Inghilterra e acquistato dai Blues per dare sostanza e qualità al centrocampo. Per comprendere il “valore” del calciatore transalpino leggiamo le impressionanti statistiche all’esordio nella stagione 2014/15. La squadra è il Caen:  178 tackle tentati e 148 vinti. Nessuno come lui nella Ligue 1. I numeri difensivi della stagione 2015/16 sono ancora più impressionanti: Kanté ha effettuato 147 tackles vincenti su 197 tentati e 135 anticipi o intercettazioni (Dati Who Scored). Nessuno ha fatto meglio di lui nei maggiori cinque campionati europei!

Mediano: il mediano staziona davanti alla difesa in una posizione centrale. Tipico degli schieramenti a tre o a cinque centrocampisti, funge da raccordo tra la difesa e i suoi compagni di reparto. Molto spesso diventa un difensore aggiunto, con compiti di marcatura sul diretto avversario e di impostazione partendo da dietro.

ATTITUDINI:

  • Marchisio in azione

    Regista —> si abbassa molto spesso tra i centrali di difesa per costruire la manovra di gioco, con passaggi corti, verticalizzazioni e cambi gioco improvvisi, ma anche con precisi lanci lunghi a scavalcare le linee avversarie. La confidenza col pallone nel controllo è massima. Andrea Pirlo ha fatto le sue fortune in questo ruolo allorquando Carletto Mazzone, allenatore del Brescia nella stagione 2001, lo arretrò davanti alla difesa per fare spazio a Roby Baggio. Tutti hanno apprezzato le qualità tecnico tattiche di Pirlo! Un mostro di intelligenza tattica nonostante abbia sempre pagato un poco in brillantezza atletica. Marchisio nella Juve ha ricevuto l’eredità del talento bresciano calandosi nel ruolo con grande determinazione, dimostrando acume tattico come regista basso ma anche strategico per la squadra in fase di non possesso con una lettura il più delle volte corretta delle situazioni di gioco con coperture preventive e senso della posizione. Ciò a sostenere l’idea di Allegri (e la mia!) che indica il centrocampista davanti alla difesa come un regista anche nella fase di non possesso.

  • Incontrista —> Il cuore di un centrocampo muscolare. Il mediano incontrista è chiamato anche “frangiflutti” perché opera un vero e proprio filtro prima che l’azione possa rendersi pericolosa giungendo nei pressi dell’area di rigore. Ovviamente, la grinta e la predisposizione al sacrificio e alla corsa non possono mancare in questo caso, facendo del mediano incontrista il ruolo meno appariscente in assoluto. “Una vita da mediano, a recuperar palloni”, canterebbe Ligabue. Gattuso ne è stato un memorabile interprete. Come non esaltarsi nel ricordo del mondiale tedesco del 2006 vinto dalla nostra nazionale? In questa posizione abbiamo inserito anche Daniele De Rossi, un giocatore capace d’interdire ma pure abile in fase di costruzione. Il calciatore giallorosso è il classico centrocampista moderno che si esprime al meglio quando è libero di combattere su ogni pallone. Garantisce tanta corsa e quantità alla sua squadra.

Mezzala (centrocampista interno): la mezzala, destra o sinistra, si posiziona a metà tra il mediano e la parte esterna del terreno di gioco (l’ala, appunto). Ecco il ruolo più complesso e variegato nel panorama dei centrocampisti; sono richiesti corsa, tecnica, forza fisica, visione di gioco, tempismo, tiro, a volte anche senso del gol. Non riesce difficile, allora, capire perché i centrocampisti completi preferiscano giocare da mezzala…

ATTITUDINI:

  • Regista —> quando il mediano è un incontrista, serve qualcuno che si occupi di gestire i palloni da questi recuperati. La mezzala regista è un playmaker decentrato che spesso ha licenza di svariare lungo tutto il campo e cercare la posizione giusta per ispirare la produzione offensiva della squadra. Alla difesa ci pensa il buon mediano. Marco Verratti, talentuoso calciatore italiano interpreta bene la posizione citata. Possiede ottime qualità tecniche: il tocco di palla e la capacità di primo controllo sono di livello superiore! È un calciatore unico in Italia e con pochi eguali al mondo, è l’archetipo del “regista a tutto campo” che gioca palloni in quantità in ogni zona del campo aggiungendo un bonus qualità sempre decisivo nonostante che i numeri dicano altro. Certo, deve essere coadiuvato dai propri colleghi di reparto per esprimere tutto il suo potenziale, ma al PSG questo non ha rappresentato un problema vista la presenza al suo fianco di un interditore puro come Matuidi.  Marco è un calciatore che adora andare a prendere la palla tanto davanti alla difesa per perfezionare un disimpegno in fase di pressing avversario quanto avvicinarsi al compagno in possesso di palla per offrirgli un’alternativa di gioco ovunque esso si trovi. Abile nel liberare linee di passaggio. Talento puro! 

  • Incontrista —> viceversa, nel caso in cui sia il mediano ad avere attitudini da regista, almeno una delle due mezzali assolve al compito di procurargli palloni giocabili grazie alle spiccate qualità nel recupero palla che la caratterizzano. Sturaro interpreta bene questi tipo di attitudine. Dinamico, piedi buoni, grande forza fisica e personalità che tradisce l’età anagrafica. Calciatore non appariscente si fa apprezzare per le sue doti di incontrista che ne fanno un prezioso rinforzo per qualsiasi centrocampo d’alto livello. Il mediano ligure è infatti indispensabile in fase di contrasto delle trame avversarie in mezzo al campo, recupero palla e ripartenza dell’azione. La mezzala incontrista abbina le capacità difensive a quelle offensive, che adesso analizziamo;
  • Incursore —> il centrocampista col vizio del gol. L’incursore sfrutta il suo tempismo per entrare nelle azioni offensive più pericolose, finalizzandole con assist vincenti o reti spesso di pregevole fattura, visto che i piedi sono quelli, appunto, di un centrocampista. Alle volte si allarga in “sovrapposizione” con il compagno sulla fascia e diventa esterno di centrocampo, permettendo al giocatore che occupa la corsia laterale di accentrarsi e fare densità in mezzo al campo o in area di rigore o, nella migliore delle ipotesi, giocare il 2>1 nelle immediate vicinanze dell’area di rigore! Diventa dunque fondamentale, oltre al tempismo, la lettura dello spazio e delle varie situazioni di gioco. Nato più come regista, dove è stato lanciato nell’Atalanta di Colantuono (squadra dov’è nato e cresciuto), Daniele Baselli acquisisce valore in questo ruolo che interpreta con sempre maggiore efficacia, sia in termini realizzativi che di rifinitura. Buone capacità tecniche, ottima visione di gioco e un senso della posizione da giocatore evoluto, impreziosiscono il talento cristallino di Baselli che insieme a Verratti, rappresenta il futuro certo della nazionale italiana.

CENTROCAMPISTA AVANZATO

Trequartista: il più avanzato dei centrocampisti. Come dice il nome, il trequartista staziona nella porzione di campo che ne delimita il terzo quarto, partendo dalla propria porta e finendo sulla linea difensiva di quella avversaria. Essendo molto vicino al reparto offensivo, ma appartenendo sempre alla classe dei centrocampisti, un trequartista deve avere fantasia, una tecnica elevata, visione di gioco, un ottimo tiro, e , non di rado, anche tempismo negli inserimenti. Ma vediamo nel dettaglio…

ATTITUDINI:

  • Fantasista —> ad oggi, sempre meno squadre si servono del fantasista, perché è un tipo di giocatore che non dà il suo apporto nella fase di non possesso. Di contro, il fantasista è, nell’immaginario collettivo, il numero 10, l’elemento più dotato tecnicamente, capace di “accendere la luce” in qualsiasi momento, anche dopo un periodo di apparente distacco all’interno di una partita. Senza dubbio è il ruolo più affascinante: sono veramente pochi i giocatori che sviluppano le qualità giuste per diventare fantasisti! Federico Bernardeschi è uno di questi! Dopo un periodo di rodaggio e di posizioni non consone alle qualità del calciatore, mister Sousa decide di piazzarlo in quella zona di campo dove il Berna è capace di liberare il proprio talento. Il fantasista inanella una serie di prestazioni e di gol che lo consacrano come un talento di assoluto valore. Corsa palla al piede , dribbling, tiro potente e preciso sono il suo marchio di fabbrica. 
  • Mezzapunta —> è un trequartista più pragmatico e attento al concreto. Funge da seconda punta quando il modulo ne prevede una sola, attaccando il secondo palo alla ricerca di palle che sfuggono al centravanti, oppure il primo per anticipare tutti. Gestire il pallone al limite dell’area rientra fra i suoi compiti, ma il più delle volte è per trovare un appoggio sull’esterno e buttarsi dentro sul cross che ne segue. Quando non ha la palla, cerca di recuperarla lui stesso abbassando il proprio raggio d’azione ed aggiungendosi ai centrocampisti più arretrati, caratteristica che lo fa spesso preferire al fantasista. Un nome su tutti: Thomas Müller.

E con questo abbiamo finito. Risulta molto difficile schematizzare una gamma di ruoli e attitudini così vasta e diversificata, ma noi abbiamo voluto dare un’interpretazione più fedele possibile della realtà del centrocampo moderno, per consentire a chiunque di gratificare se stesso un pochino di più, invece di rispondere (banalmente, come abbiamo visto) “Sono un centrocampista”.

Federico Targetti

Calcio Giovanile & Dintorni

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