Esordienti secondo anno: schema motorio di base e caratteristiche antropometriche

SCHEMA MOTORIO DI BASE

Il percorso relativo all’attività di base è giunto a conclusione. Per i motivi già esposti, il nostro gruppo di ragazzi appartenenti alla categoria esordienti secondo anno necessita di un’attenta osservazione per scattare “un’istantanea del momento” e capire quale “potenzialità” psicotecnica può rivelarsi nel corso del tempo. Lo schema motorio di base rappresenta il primo elemento da osservare e valutare.

Come ben sappiamo il gioco del calcio è un’attività motoria complessa e dinamica (imprevedibile e open skill), per questo necessita di strutturare tutta una serie di capacità ad iniziare dallo schema motorio di base. Ciò rappresenta l’ALFABETO MOTORIO DELL’ATLETA e il primo step necessario per permettere l’acquisizione di altre abilità.

Ma cosa sono gli schemi motori di base?

DEFINIZIONE: Sono tutte quelle forme basilari e naturali del movimento che vengono sviluppate dai bambini fino ai 12 anni circa. Sono chiamati di "base" perché si manifestano per primi nello sviluppo dell'individuo e diventano patrimonio dell'adulto (Conti & Mongiat 2006).

Nello specifico, per costruire la nostra tabella di osservazione, identifichiamo 9 schemi motori dinamici appartenenti, per convenzione, a tre distretti corporei:  

Arti superiori: afferrare, lanciare, prendere

Arti inferiori: camminare, correre, saltare

Tronco (corpo): rotolare, strisciare, arrampicarsi


CARATTERISTICHE ANTROPOMETRICHE E MORFOLOGICHE

CONSIDERAZIONI: in un individuo ancora in forte crescita come un giovane di 11-12 anni osserviamo quelle caratteristiche che restituiscono un’immagine corporea non ancora definita, ma solo approssimativa.  Se è vero che poter individuare immediatamente il “tipo fisico del calciatore” consente una prima possibilità di analisi qualitativa, è altrettanto vero che, a quest’età, è troppo spesso precluso un iter formativo ad alti livelli con l’idea (a volte errata!) di una  carente fisicità. 

Una mancata predisposizione fisica, già in questa fascia d’età, è infatti il motivo per il quale le società professionistiche (e non solo!) “scartano” troppo precocemente ragazzi che nascondono un “potenziale psico tecnico” di primo livello! È un abitudine da correggere dettata dal nostro stile approssimativo di osservare/valutare e dalla nostra cultura calcistica improntata al “tutto e subito“. A quest’età vale il principio della prudenza e dell’osservazione in prospettiva anche se, come viene insegnato nel corso osservatori professionisti a Coverciano, e divulgato nel libro: Manuale per l’osservatore calcistico”

Oggi il fisico può incidere sul futuro di un calciatore molto più che la tecnica“.

Nutro dei dubbi sull’atleta adulto, figuriamoci su un giovanissimo calciatore…

Veniamo agli indici da misurare:

Statura: bassa – media – alta

Peso:  leggero – medio – pesante

Struttura: esile – media – robusta

Biotipo: brevilineo – normolineo – longilineo

Crescita generale: ritardo, normale, precoce

A completa maturazione fisica i suddetti indici saranno maggiormente indicativi e potranno essere completati (o integrati) da un altro indice, maggiormente utilizzato a livello internazionale: il somatotipo, ossia la modalità con la quale viene dato un volume al biotipo. Nello specifico:

Ectomorfo: indice della massa nervosa

Mesomorfo: indice della massa muscolare

Endomorfo: indice della massa grassa 

Dopo aver parlato in breve dello schema motorio di base e delle caratteristiche antropometriche e morfologiche tipiche dell’atleta esordiente secondo anno, nel prossimo articolo parleremo della valutazione del fattore coordinativo, osservato in forma analitica.

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